Quartiere Dora, la partita resta aperta: il sindaco Rocco «prima valutiamo e poi decidiamo»
Bocciata la prima di quattro iniziative sul Pud al Quartiere Dora presentata da Forza Italia; Girardini attacca: «voi una scelta politica l'avete già fatta»
Sul Quartiere Dora la partita non è chiusa. Ma nemmeno la maggioranza è disposta, almeno per ora, a mettere nero su bianco quale sarà la destinazione dell’area al centro del confronto.
È questo il punto emerso dal dibattito in Consiglio comunale sulla mozione di Forza Italia che chiedeva di orientare la riqualificazione del quartiere verso le esigenze abitative, limitando una nuova concentrazione di grande distribuzione commerciale.
La mozione, illustrata da Christian Chuc, è stata respinta: 7 i voti favorevoli e 18 gli astenuti su 25 consiglieri presenti.
Un esito che non ha però chiuso il confronto, anche perché proprio in questi giorni si sta esaurendo la finestra per le osservazioni alla variante urbanistica che interessa l’area: il termine scade alle 12 del 24 settembre.
«Non perdiamo l’occasione per dare una risposta alla casa»
Il consigliere Christian Chuc (Forza Italia Valle d’Aosta)
Illustrando la mozione il consigliere Chuc ha inquadrato la questione in una prospettiva più ampia: il tema, ha detto, è quale struttura dare a un quartiere in profonda trasformazione. Secondo il consigliere, gli 80 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica previsti nel Quartiere Dora rappresentano un passo concreto sul fronte abitativo, ma non esauriscono il problema posto dalla mozione. L’attenzione resta soprattutto sull’area privata destinata dalla variante a una nuova funzione commerciale.
Per Chuc, la trasformazione dovrebbe invece trovare un equilibrio tra residenza, commercio, servizi e spazi verdi, senza cancellare il commercio di vicinato. «Le firme depositate finora sono un segnale, il tema è sentito ed è importante affrontarlo guardando il quartiere nel suo complesso, ascoltando anche le ragioni della proprietà» dice Chuc.
Cosa prevede davvero la variante
Al centro dello scontro c’è un progetto ben preciso: la variante al Piano Urbanistico di Dettaglio, avviata con delibera consiliare del 22 luglio, prevede un nuovo supermercato Coop di circa 2.260 metri quadrati, un centro medico, oltre 25.000 metri cubi di volumetria fuori terra e un parcheggio da più di 180 posti auto, nell’area compresa tra via Lavoratori Vittime del Col du Mont e via Aimé Berthet — oggi un grande prato, con destinazione residenziale, che scadrà nel 2032.
Proprio su quel prato, negli ultimi tempi, sono comparsi striscioni con scritte come “No cemento”, “Sì al verde” e “Parco” ai balconi dei condomini che si affacciano sull’area. E Confcommercio Valle d’Aosta ha lanciato un questionario pubblico per raccogliere le opinioni di residenti e commercianti, da usare come base per le proprie osservazioni formali al Comune entro la scadenza del 24 settembre.
Rocco: «Prima valutiamo, poi decidiamo»
Il sindaco Raffaele Rocco
Il sindaco Raffaele Rocco ha rivendicato gli investimenti che negli ultimi anni hanno interessato il quartiere, con l’obiettivo di riconnetterlo al resto della città dopo una fase di marginalità. Ma ha invitato a non sovrapporre il tema della variante urbanistica a quello, più generale, della crisi del commercio cittadino, un confronto che l’amministrazione ha scelto di tenere su un tavolo separato con Confcommercio.
Quanto alla variante, ha spiegato Rocco, tutto ciò che arriverà da comitati, associazioni e cittadini sarà sottoposto a valutazione tecnica, anche con il possibile supporto di specialisti esterni.
«Oggi non compete al Consiglio individuare soluzioni privilegiate. Non possiamo impegnarci adesso su una destinazione. Ci impegniamo sul fatto che tutto quello sarà presentato formalmente e informalmente diventerà elemento di valutazione» precisa Rocco.
«La scelta politica per essere fatta necessita di valutazioni reperite anche da un punto di vista tecnico», è stata la linea difesa dalla maggioranza: prima di scegliere, occorrerà valutare gli effetti sul traffico, sul commercio, sul verde, sull’ambiente e sull’impermeabilizzazione del suolo. Quanto all’ipotesi di un parco pubblico, evocata da più parti, il sindaco ha precisato che oggi lì non è previsto alcun prato attrezzato, e che qualsiasi alternativa dovrà essere concretamente verificata, risorse e disponibilità dei proprietari comprese.
Supermercato o nuove case? La domanda resta sul tavolo
Sul merito, però, le posizioni in aula restano nettamente divise. Il consigliere Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia) ha preso una linea netta: nessuna necessità, a suo avviso, di un supermercato che farebbe concorrenza ai piccoli negozi del centro. Aprirne uno nel Quartiere Dora andrebbe contro l’orientamento generale della città.
Cipollone ha anche criticato le prese di posizione pubbliche della società proprietaria dei terreni, definendole una pressione indebita su un dibattito che deve restare aperto.
Ancora più duro il consigliere Giovanni Girardini (Renaissance) che ha parlato di dichiarazioni «pesanti e discutibili» del sindaco.
Il consigliere Giovanni Girardini (La Renaissance Valdôtaine)
«Voi una scelta politica in quest’aula l’avete fatta, con la variazioen al Piano regolatore» ha detto il consigliere contestando la distinzione tra l’impatto della nuova struttura sul quartiere e quello sul resto della città: non esiste solo il centro storico, ha ricordato, richiamando anche corso Ivrea e il ruolo del commercio di vicinato come presidio di sicurezza urbana.
Di segno diverso l’intervento della consigliera Sara Timpano (Pd), che ha invitato a un approccio meno populista, ricordando che il diritto di parola vale per tutti -cittadini, comitati, ma anche la proprietà privata dei terreni- e che nel quartiere convivono posizioni diverse, non solo quelle più rumorose.
Sulla stessa linea la consigliera Katya Foletto (Avis Rete Civica), che ha sottolineato come lo spazio della discussione sia ancora tutto aperto, in vista delle osservazioni che diversi gruppi di opposizione stanno preparando sulla destinazione dell’area.
Il confronto è destinato a proseguire con le altre inizaitive all’ordine del giorno del Consiglio comunale che proseguirà ancora mercoledì 23 e giovedì 24 settembre.
Il prossimo passaggio sarà poi l’esame delle osservazioni raccolte entro il 24 settembre e la successiva istruttoria tecnica, prima del ritorno del Pud in Consiglio comunale.
Solo allora si potrà decidere, sulla base di dati oggettivi, quale volto avrà davvero il Quartiere Dora.
(erika david)

