Cogne Acciai Speciali: carenza di lavoro da qui a fine anno, stop alla trattativa per l’integrativo
Colpo di scena nella riunione tra sindacati e azienda di questa mattina in Confindustria. L'acciaieria annuncia la possibile assenza di lavoro da qui a fine anno e prospetta l'utilizzo di ferie e permessi per coprire le lunghe fermate ipotizzate
La crisi colpisce duro, la Cogne Acciai Speciali prospetta la mancanza di lavoro da qui a fine anno. E la trattativa per l’integrativo aziendale salta.
Cogne Acciai Speciali, non c’è lavoro
In quella che avrebbe dovuto essere l’ennesima puntata degli incontri tra azienda e sindacati per discutere del contratto integrativo aziendale, venerdì mattina in Confindustria, la Cogne Acciai Speciali ha sganciato una sorta di bomba.
Come spiegato in un comunicato unitario delle Rsu e delle sigle sindacali di Fiom, Fim, Uilm e Savt, infatti, la riunione ha «riservato una spiacevole sorpresa».
In apertura del tavolo delle trattative, infatti, il direttore di stabilimento Matteo Diani ha presentato «il piano delle possibili fermate produttive previste da qui alla fine dell’anno».
Una vera mazzata a quanto pare.
«Smentendo quanto comunicatoci nelle scorse settimane – spiegano i sindacati nella nota -, si prospetta la concreta possibilità che negli ultimi due mesi dell’anno l’intera azienda rimanga significativamente priva di lavoro».
I sindacati si sono quindi attivati «su tutti i fronti per individuare soluzioni idonee a gestire e arginare questa grave criticità – spiega ancora la nota delle organizzazioni -. Gli ammortizzatori sociali a disposizione risultano infatti ridotti al minimo e le proposte avanzate dall’azienda prevedono un impiego sproporzionato e improprio di ferie e par (permessi annui retribuiti) a carico delle lavoratrici e dei lavoratori della Cogne Acciai Speciali, che negli ultimi anni hanno già pagato più volte sulla propria pelle».
Cogne Acciai Speciali: sospeso il tavolo di trattativa
La notizia arriva in un periodo complesso, dopo l’ultimo incontro al Mimit in cui l’azienda ha presentato un piano industriale fumoso, “guadagnandosi” una nuova convocazione del Ministero, peraltro dopo l’attivazione durante l’anno dei contratti di solidarietà, della cassa integrazione straordinaria di maggio e lo sciopero dei lavoratori di luglio.
Per questo, i sindacati «a fronte della gravità della situazione emersa» hanno deciso di «sospendere con effetto immediato il tavolo di trattativa per l’integrativo e di intraprendere ulteriori eventuali iniziative».
Insomma, una situazione a dir poco delicata, visto che a quanto pare ferie e permessi residui dei lavoratori sono spesso al lumicino (alla luce anche della lunga fermata estiva) e l’unico ammortizzatore sociale disponibile potrebbe essere proprio quello dei contratti di solidarietà.
La prospettiva, per le sigle sindacali, è quella di rivolgersi al nazionale, così da provare a strappare l’attivazione di strumenti straordinari.
Intanto, i sindacati annunciano fin da ora la convocazione di assemblee unitarie in date da definire.
(alessandro bianchet)
