Auto, S&P: marchi cinesi all’1,4% nel premium europeo, 17 nuovi modelli
Milano, 20 ott. (askanews) – I costruttori automobilistici cinesi avanzano rapidamente in Europa, ma faticano ancora a conquistare il segmento premium, dove detengono una quota di mercato di appena l’1,4%, contro il 10,6% nei segmenti di massa. Secondo un nuovo rapporto di S&P Global Ratings, la situazione potrebbe cambiare nei prossimi anni con il lancio di 17 modelli premium cinesi tra il 2026 e il 2028, concentrati soprattutto nei suv medi e grandi.
L’analisi evidenzia come i marchi cinesi siano riusciti a conquistare quote di mercato grazie non soltanto ai prezzi competitivi, ma anche alle tecnologie delle batterie, ai sistemi di ricarica, alla connettività e alle dotazioni di bordo. Nel premium, tuttavia, restano importanti ostacoli strutturali.
Tra questi S&P indica la limitata diffusione delle reti di assistenza, l’assenza di servizi finanziari consolidati e l’incertezza sui valori residui delle vetture usate. Fattori determinanti per il leasing e le flotte aziendali, che rappresentano il 60-70% delle immatricolazioni nei principali mercati premium, come Germania e Regno Unito.
Secondo i programmi di lancio esaminati dall’agenzia, sei delle 17 novità riguardano il segmento E-Suv. Tra i marchi coinvolti figurano Denza, Nio, Hongqi e Polestar. L’offensiva interesserà soprattutto i segmenti D ed E, oggi presidiati da Bmw, Mercedes, Tesla e Volvo.
S&P ritiene che i costruttori tradizionali potrebbero preferire cedere quote di mercato piuttosto che avviare aggressive guerre dei prezzi per difendere i volumi, privilegiando la redditività.
Nel primo semestre 2026 i marchi cinesi hanno intanto raggiunto una quota complessiva del 12,9% in Italia, contro l’11,8% in Spagna, il 4% in Francia e il 3,6% in Germania. Nell’insieme dei 30 mercati europei monitorati la quota è di circa l’8%, con uno scenario di crescita al 10-15% entro il 2030.
