La taglia unica in sanità non esiste: ad Aosta i professionisti mettono al centro la persona
Il 24 ottobre e il 7 novembre gli interventi ruoteranno attorno alle differenze biologiche, sociali e culturali che influenzano la salute, la diagnosi e la risposta alle terapie
La taglia unica in sanità non esiste: ad Aosta i professionisti mettono al centro la persona.
Nelle due giornate di formazione – il 24 ottobre e il 7 novembre – dal titolo La taglia unica in sanità non esiste gli interventi ruoteranno attorno alle differenze biologiche, sociali e culturali che influenzano la salute, la diagnosi e la risposta alle terapie.
Un percorso per superare il modello di cura indifferenziato e mettere al centro le caratteristiche di ogni persona.
Spiega l’azienda Usl in un comunicato che «non tutte le persone si ammalano allo stesso modo, manifestano gli stessi sintomi o rispondono in maniera identica alle terapie. Riconoscere queste differenze e tradurle nella pratica clinica significa migliorare la qualità delle cure, renderle più efficaci e garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari».
L’iniziativa, promossa nell’ambito del percorso regionale di diffusione della Medicina di Genere, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e confronto per i professionisti sanitari valdostani.
Medicina di genere, non solo donne
La Medicina di Genere rappresenta un cambiamento culturale e scientifico nell’approccio alla salute. Non si tratta, infatti, di una medicina rivolta esclusivamente alle donne, ma di una prospettiva trasversale a tutte le discipline sanitarie, che considera come le differenze biologiche legate al sesso e quelle sociali, economiche e culturali legate al genere possano incidere sull’insorgenza delle malattie, sulla loro evoluzione, sulla diagnosi e sull’efficacia dei trattamenti.
Le evidenze scientifiche dimostrano, infatti, che numerose patologie possono presentare caratteristiche differenti e che anche la risposta ai farmaci e il rischio di effetti avversi possono variare. Integrare queste conoscenze nei percorsi di prevenzione, diagnosi e cura permette di superare l’approccio standardizzato e di rafforzare una medicina realmente centrata sulla persona.
I commenti
«Per la medicina i bambini non sono degli adulti di dimensioni ridotte. Ci abbiamo messo un po’, ma questo ormai fa parte dell’ovvio – sottolinea Mauro Occhi, direttore sanitario dell’azienda Usl –. Sul dato altrettanto ovvio che le donne non siano dei maschi più piccoli c’è ancora da lavorare».
«La vera innovazione della Medicina di Genere consiste nel cambiare le domande che ci poniamo davanti a un paziente – evidenzia la dottoressa Antonia Billeci –. Non basta sapere quale malattia abbiamo di fronte: dobbiamo comprendere come quella malattia si manifesta in quella specifica persona e quali fattori possono influenzarne il decorso e la risposta alle cure. È un cambio di prospettiva che riguarda tutte le professioni sanitarie e che può contribuire a rendere la medicina più precisa, più consapevole e più umana».
(re.aostanews.it)
