L’Associazione Genitori separati chiede una proroga per la richiesta del bonus affitto
La scadenza per presentare la richiesta di accesso al contributo è fissata domani, mercoledì 28 ottobre
L’Associazione Genitori separati chiede una proroga per la richiesta del bonus affitto.
L’Associazione Genitori separati per la tutela dei minori chiede che sia accordata una proroga per la richiesta del bonus affitto riconosciuto ai genitori separati o divorziati, misura d’aiuto istituita per aiutare il genitore separato che paga un canone di locazione, in possesso della sentenza di separazione o divorzio e del contratto di locazione e gestita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il termine per presentare la richiesta scade domani, mercoledì 28 ottobre ed era attivo da mercoledì 7 ottobre.
Vista la scarsa pubblicità del bonus, l’Associazione chiede al ministro Salvini – che ha promosso l’iniziativa – di riaprire i termini per la presentazione della domanda almeno fino al prossimo 15 dicembre.
La domanda deve essere presentata esclusivamente on line sulla piattaforma https://sostegnoabitativogenitoriseparati.mit.gov.it.
«Molti genitori non collocatari – oltre il 90% – vivono in uno state di umiliante miseria, dovendo chiedere sostegno alla Caritas, ai nonni, parenti o amici per avere uno strapuntino per dormire. Tanti altri genitori non possono tenere con sé i figli nei canonici tempi previsti dal giudici nel momento dell’affido perchè non hanno possibilità di ospitarli in un’abitazione decente» scrive l’avvocato Francesco Valentini dell’Associazione Genitori Separati -. Senza la disponibilità di una casa per entrambi i genitori, non si rispetta neppure il principio della bigenitorialità».
Chi ha diritto al bonus
Il bonus affitti prevede uno stanziamento annuale di 20 milioni di euro per il triennio 2026-2028.
Ogni genitore, fino ad esaurimento dell’importo annuale, potrà beneficiare, ogni anno, di un bonus massimo di 6 mila euro per coprire fino al 50% della spesa del canone di locazione.
Per accedere al bonus, occorre che il richiedente sia residente in un Comune italiano; non essere assegnatario dell’abitazione familiare dopo la sentenza di separazione o divorzio; non essere assegnatario di un’unità immobiliare di edilizia residenziale pubblica; non essere proprietario di uno o più immobili ad uso residenziale nello stesso comune dell’abitazione familiare o nei comuni limitrofi, entro un raggio di 50 Km (ad eccezione della casa dell’ex coniuge); essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli; avere almeno un figlio a carico di età inferiore ai 21 anni; avere un reddito individuale riscontrabile nell’ultima dichiarazione dei redditi fino a 35.000 euro.
Nell’assegnazione del bonus e nel determinarne l’entità, si terrà conto di alcune priorità: numero di figli/figlie a carico di età inferiore a 21 anni; eventuali disabilità; eventuale stato di disoccupazione involontaria; eventuale residenza in un Comune ad alta tensione abitativa.
«Serve una riforma sull’affido dei minori»
Secondo l’Associazione Genitori Separati – che chiede venga riformata la legge sull’affido dei minori per superare le discrezionalità a scapito del genitori non collocatario – la misura è comunque insufficiente, visto che interessa 4-5 mila genitori separati su milioni di genitori separati.
(re.aostanews.it)
