Decadenza Testolin, Avs: «il Capodanno della legislatura»; «c’era un problema di rispetto della legge grosso come una casa»
Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro sono intervenuti in Consiglio regionale a margine della presa d'atto della decadenza del presidente Testolin
Decadenza Testolin, Avs: «il Capodanno della legislatura»; «c’era un problema di rispetto della legge grosso come una casa».
La sentenza che sancisce la decadenza di Renzo Testolin dal ruolo di Presidente della Regione Valle d’Aosta, passata oggi in Consiglio regionale per la presa d’atto, incontra i favore del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra.
Le considerazioni, tra gli interventi in aula e qualche commento post Consiglio, sono state affidate a Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro.
Chiara Minelli: «C’era un problema di rispetto della legge grosso come una casa»
«Nell’azione da noi condotta non c’era nulla di personale nei confronti di Renzo Testolin e Luigi Bertschy, ma c’era un problema di rispetto della legge grosso come una casa»
Dopo aver ripercorso i vari step che hanno portato alla sentenza, Minelli ha definito la scelta di eleggere Testolin e Bertschy come «avventata e irresponsabile» e ha aggiunto: «Oggi siamo qui a prendere atto del fatto che la legge è stata violata. La nomina di Testolin e Bertschy è stata una scelta illegittima, ma soprattutto sbagliata, che si poteva tranquillamente evitare».
Una scelta che per la consigliera «ha pesato sul risultato elettorale e ha condizionato l’attività amministrativa perché presidente e vicepresidente non sono mai stati nella pienezza e nella stabilità dei loro poteri. E tutto questo è avvenuto a inizio legislatura».
«La legge è stata per noi chiara fin dal primo momento», ha chiosato chiedendo a UV e maggioranza di «fare una riflessione di fondo su questa vicenda. Bisogna cambiare un intero modo di operare se si vuole trarne qualcosa di utile».
Interpellata nel post-consiglio, Minelli ha poi aggiunto: «Bene che ci sia stato un riconoscimento del nostro lavoro da parte dei colleghi. Noi avevamo invitato tutti i gruppi di minoranza a partecipare con noi a questa azione, che è stata comunque faticosa e onerosa. Pensavamo che, considerato l’obiettivo di stabilire che esiste un principio di legalità e rispetto delle leggi, avrebbe potuto essere interessante anche per gli altri gruppi. Hanno fatto scelte diverse e comunque legittime».
Eugenio Torrione: «Il Capodanno della legislatura, fuori dalla finestra l’intera Giunta»
«Oggi è Capodanno, il Capodanno della legislatura: esattamente un anno fa ci siamo insediati» ricorda il consigliere Eugenio Torrione. «Non nascondiamo che brindiamo, ma non alla caduta di una persona o di una Giunta. Vedere un’istituzione fermarsi non è mai un motivo di festa. Brindiamo a una legge che ha retto le potenti spallate di chi ha cercato di toglierle dignità e al rispetto della legalità».
«A Capodanno c’è la tradizione di buttare dalla finestra le cose vecchie. Qui dalla finestra vola un’intera Giunta. Non l’abbiamo spinta noi: l’ha fatta cadere una legge di questa Regione, votata dall’intera maggioranza e che qualcuno ha pensato di calpestare».
Torrione ha quindi auspicato un cambio di metodo nei rapporti tra maggioranza e opposizione. «Mi auguro che non cambino soltanto i nomi sulle porte di Place Deffeyes e degli assessorati, ma anche il metodo». Da qui la proposta di «allargare il perimetro della maggioranza all’intero Consiglio», fermo restando che, quando non si trova un accordo, deve valere il principio democratico.
Il consigliere ha poi ripercorso le tappe della vicenda giudiziaria. «Un anno fa Testolin ci aveva detto di smetterla con i ricorsi e le azioni legali, perché li avremmo persi. Le sentenze sono state quattro e per quattro volte ci hanno dato ragione». Per Torrione, la Corte d’Appello non ha lasciato margini di interpretazione: «Non è stata un’interpretazione creativa, ma la lettera chiara della legge». Torrione ha criticato anche la scelta della Regione di costituirsi in giudizio, contestando l’ipotesi di incostituzionalità della legge regionale e lamentando l’impiego di risorse pubbliche per la difesa del presidente. Ha infine auspicato che la nuova Giunta inauguri una fase diversa: «Spero sia l’inizio di qualcosa di meglio».
Andrea Campotaro: «Una brutta pagina della storia istituzionale della Regione»
«Una brutta pagina della storia istituzionale della Regione. – ha commentato Andrea Campotaro -. In queste ore letto e ascoltato dichiarazioni dei vertici della maggioranza, abbiamo sentito rivendicare che si è agito con responsabilità. Bisogna smontare questa ricostruzione: dove’è la responsabilità quando davanti a un testo di legge chiaro avete scelto di voltare le spalle alla norma pur di blindare la poltrona?»
«La macchina per fortuna è andata avanti, ma non possiamo negare l’incertezza generata – ha aggiunto -. La verità è sotto gli occhi i tutti: quella che è stata definita determinazione è stata in realtà il tentativo di aggirare la legge confidando nel silenzio generale».
«E non è neanche stato gratuito» ha rincarato Campotaro, che ha parlato di «bilancio pubblico usato come scudo personale».
Definendo la vicenda «un fallimento politico», il consigliere ha infine sottolineato che «il problema di fondo è il rispetto della legalità».
Poi il riferimento scherzoso al recente imbarazzo legato alla festa dell’UV, svoltasi all’interno del Castello di Introd in assenza di alcune autorizzazioni formali: «Per quando organizzerete i funerali politici di questa Giunta, mi raccomando, niente castelli».
(re.aostanews.it)
