Aosta dà la caccia al fantasma di Manzetti: un mese per riscoprire il genio dimenticato
A 200 anni dalla nascita dell'inventore, la città si trasforma in un racconto diffuso tra manifesti, disegni, brevetti e invenzioni; due gli appuntamenti con la presentazione di un nuovo libro e il documentario, il 13 e 23 novembre
Aosta si prepara a incontrare un fantasma. Non uno qualunque, ma quello di uno dei suoi cittadini più geniali, capace di immaginare e costruire macchine che avrebbero anticipato il futuro, ma rimasto troppo a lungo ai margini della memoria collettiva. È Innocenzo Manzetti, inventore aostano nato il 17 marzo 1826, al quale la città dedica ora un progetto narrativo diffuso che, per tutto il mese di novembre, lo farà riapparire tra le sue strade.
Si intitola Il fantasma di Manzetti (1826-2026) l’iniziativa ideata e realizzata dalla Struttura Patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Soprintendenza per i beni e le attività culturali, con la supervisione scientifica dei ricercatori Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti.
A partire dal 2 novembre, gli spazi di affissione urbana ospitano una narrazione per immagini che vuole restituire concretezza e visibilità a una figura conosciuta di nome, ma ancora poco presente nell’immaginario dei valdostani. A Manzetti sono intitolate scuole e piazze, il suo celebre automa è conservato e esposto al Centro Saint-Bénin, eppure la sua storia resta in larga parte da raccontare.
Da qui l’idea di farlo incontrare ai cittadini quasi per caso, lungo i percorsi quotidiani della città. Non una tradizionale esposizione, ma un racconto che si snoda attraverso manifesti e immagini, disseminando frammenti della sua esistenza: progetti, schizzi, brevetti, calcoli, automi e invenzioni. Un modo per entrare nella mente di un uomo che, nell’Ottocento, seppe guardare molto più lontano del proprio tempo.
Dal telefono all’automa, il genio di Manzetti
Geometra, amministratore pubblico, musicista e soprattutto inventore, Innocenzo Manzetti nasce ad Aosta il 17 marzo 1826 e muore il 15 marzo 1877, a soli 50 anni. Fin da giovanissimo dimostra un talento straordinario per la meccanica: nel 1840, appena quattordicenne, comincia a lavorare alla realizzazione di un automa in grado di compiere movimenti complessi, un vero e proprio robot ante litteram oggi custodito al Centro Saint-Bénin.
La sua curiosità non conosce confini. Tra le sue invenzioni figurano una macchina per la pasta, una vettura stradale a vapore, soluzioni per la calce idraulica e soprattutto il telefono, sul quale conduce esperimenti già a partire dal 1850. Nel giugno 1865 presenta pubblicamente un apparecchio capace di trasmettere la voce umana, anticipando una delle invenzioni destinate a cambiare la storia delle comunicazioni.
Luca Poggianti e Mauro Caniggia Nicolotti con il diario di Innocenzo Manzetti
Una vicenda, quella del telefono, ancora oggi al centro di studi e ricostruzioni storiche, tra la figura di Manzetti, quella di Antonio Meucci e il brevetto depositato da Alexander Graham Bell nel 1876. Proprio sulle circostanze che avrebbero portato alla mancata affermazione internazionale dell’inventore aostano si concentra una parte importante delle ricerche di Caniggia Nicolotti e Poggianti.
Ma Manzetti non fu soltanto un inventore. Si occupò della potabilizzazione delle acque del Buthier, contribuì al miglioramento dell’illuminazione pubblica e alla progettazione della rete stradale cittadina, ricoprendo anche incarichi nell’amministrazione comunale. Una personalità poliedrica, la cui portata è stata progressivamente restituita alla luce grazie al lavoro degli studiosi e alla valorizzazione del suo patrimonio documentale.
Un libro e un documentario per raccontare il genio
Il progetto urbano sarà accompagnato da due appuntamenti aperti al pubblico.
Venerdì 13 novembre, alle 17.30, la sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori ospiterà Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti per la presentazione del loro ultimo saggio, L’inventore del telefono. Innocenzo Manzetti, un genio italiano al centro di una spy story tra America ed Europa, pubblicato da Edizioni Lindau nel 2026.
Lunedì 23 novembre, alle 18, il Teatro dello Spazio Plus farà invece da cornice alla proiezione di Il genio ritrovato, documentario firmato dal regista Swan Bergman, realizzato anche grazie al sostegno dell’assessorato regionale alla Cultura e della Film Commission Vallée d’Aoste.
Per chi vorrà approfondire la storia dell’inventore, il sito www.valledaostaheritage.com ospiterà inoltre contenuti dedicati ai diversi aspetti biografici, storici, scientifici e aneddotici che compongono il percorso narrativo.
(e.d.)
