Ospedale Parini: ottime cure, ma pessima qualità del cibo
Lettera di una paziente che esprime apprezzamento per le cure e l'assistenza ricevute e disappunto per il servizio mensa
Riceviamo e pubblichiano.
Desidero segnalare la mia esperienza durante il ricovero presso il reparto di Chirurgia Generale dell’ospedale Parini di Aosta. Innanzitutto, desidero esprimere il mio più sincero apprezzamento e la mia profonda gratitudine nei confronti del reparto di Chirurgia e di tutto il personale che vi presta servizio.
Ho avuto modo di constatare direttamente la professionalità, la competenza e la dedizione con cuimedici, infermieri e operatori sanitari svolgono quotidianamente il proprio lavoro.
Desidero sottolineare non soltanto l’elevato livello di preparazione professionale, ma anche lagrande umanità, la gentilezza, la disponibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti dei pazienti. Inun momento delicato come quello del ricovero e dell’intervento chirurgico, sentirsi accolti, ascoltatie assistiti con rispetto e sensibilità rappresenta un valore inestimabile. Tutto il personale si è distinto per l’impegno, la cortesia e la capacità di trasmettere fiducia eserenità, dimostrando che dietro a un’assistenza sanitaria di qualità ci sono persone che lavoranocon passione, senso del dovere e autentico rispetto per il prossimo.
D’altra parte, desidero segnalare il mio profondo disappunto e la mia indignazione per la pessima qualità del cibo servito ai pazienti. Ritengo inaccettabile che persone ricoverate in ospedale, già provate dalla malattia, dalle cure e dalle difficoltà fisiche e psicologiche, debbano anche subire un servizio di ristorazione così scadente. Il cibo ospedaliero non è un aspetto secondario dell’assistenza sanitaria, ma rappresenta una componente fondamentale del percorso di cura e della ripresa dei pazienti. Un’alimentazione adeguata, equilibrata e appetibile è indispensabile per garantire il benessere delle persone ricoverate e contribuire al loro recupero.
Purtroppo, quando i pasti risultano di pessima qualità, poco appetibili, preparati senza la dovutaattenzione o comunque inadeguati alle esigenze dei pazienti, si viene meno a un principio fondamentale: la dignità e il rispetto delle persone ricoverate devono essere sempre una priorità.
È doveroso domandarsi come sia possibile che, in un sistema sanitario che dovrebbe mettere al centro la persona, si possa trascurare un elemento così importante come l’alimentazione. Non si può pretendere che i pazienti affrontino serenamente il ricovero se persino un bisogno essenziale come quello di mangiare viene soddisfatto in modo insoddisfacente.
Vista la situazione disastrosa, mia figlia e mio marito si sono presi in carico il compito di cucinare tuttii giorni pranzo e cena per me, facendo così su e giù da Arnad 2 volte al giorno. Non tutti i pazienti hanno avuto questa opportunità e sono molte le lamentele che quotidianamente ho sentito inreparto. Non si tratta di pretendere un trattamento di lusso, ma semplicemente di garantire pasti dignitosi, sani, adeguati e decorosi a persone che si trovano in una condizione di particolare fragilità.
Con questa mia lettera, ritengo doveroso farmi portavoce di tutte quelle persone che, non avendola possibilità di esprimersi o di far valere le proprie ragioni, rischiano di rimanere inascoltate.
Faccio presente che questa situazione è già stata segnalata alle autorità competenti, al fine di migliorare questa situazione insostenibile.
Nel ringraziare per la cortese attenzione,
Cordiali saluti
Simonetta Ronco, Arnad
