Varato il nuovo governo guidato da Aurelio Marguerettaz
Stretta di mano tra l'uscente presidente Renzo Testolin e il neo eletto Aurelio Marguerettaz
Politica
di Danila Chenal  
il 05/11/2026

Varato il nuovo governo guidato da Aurelio Marguerettaz

Ha incassato 21 voti, uno in più rispetto alla maggioranza di 20. Nel segreto delle urne in 3 hanno votato il nominativo dell'ex presidente unionista della Regione Erik Lavevaz.

Valle d’Aosta: varato il nuovo governo guidato da Aurelio Marguerettaz.

Il nuovo governo della Valle d’Aosta è guidato dal presidente Aurelio Marguerettaz, indicato dopo la decadenza dell’ex presidente Renzo Testolin, ed è sostenuto dal partito di maggioranza relativa Union Valdôtaine e dai suoi alleati del Centro Autonomista e da Forza Italia.

Ha incassato 21 voti, uno in più rispetto alla maggioranza di 20. Nel segreto delle urne in 3 hanno votato il nominativo dell’ex presidente unionista della Regione Erik Lavevaz. Voti incrociati da destra a sinistra al centro autonomista. 34 i presenti – assente il consigliere di Fratelli d’Italia Massimo Lattanzi – 1 scheda nulla e 9 bianche.

La squadra di assessori passa con 21 voto a favore e 13 contrarie.

La rinnovata Giunta regionale

La sua elezione è stata preceduta da un’intera giornata di dibattito. I lavori sono andati avanti fino all’esaurimento dei punti all’ordine del giorno.

La composizione della nuova Giunta

    • Vicepresidente, Turismo, Sport e Commercio: Giulio Grosjacques

    • Sviluppo economico, Lavoro e Trasporti: Laurent Viérin (unico volto nuovo nell’esecutivo, al posto di Luigi Bertschy)

      Il neo assessore Lauent Viérin

    • Agricoltura e Risorse naturali: Speranza Girod

    • Istruzione pubblica e Beni culturali: Erik Lavevaz

    • Finanze e Patrimonio: Mauro Baccega

    • Opere pubbliche e Territorio: Davide Sapinet

    • Sanità e Politiche sociali: Carlo Marzi

  • Innovazione, PNNR e politiche giovanili: Leonardo Lotto

Il nuovo capogruppo dell’Union Valdôtaine è l’ex assessore Luigi Bertschy, mentre Michel Martinet è il nuovo consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio. Il suo nome passa con 20 voti a favore in dotazione alla maggioranza. 4 voti sono andate a Renzo Testolin e 4 a Marco Sorbara. 6 le schede bianche. Sbizzarrimenti nel segreto dell urne-

La replica di Aurelio Marguerettaz

Nella replica pre-voto, il neo presidente Aurelio Marguerettaz non le ha mandate a dire, togliendosi più di qualche sassolino, in particolare per presunti attacchi personali.

«Dobbiamo fare un passo avanti – ha esclamato Marguerettaz -. Siete stati tutti bravissimi a ricordare l’impegno messo sul tavolo dalla maggioranza, ma non avete completato il ragionamento. La maggioranza ha detto di essere disponibile al dialogo, ma noi richiediamo un atteggiamento di dialogo anche da parte degli altri».

Un concetto che non si sposa, secondo il neo presidente, su dichiarazioni fatte di «macelleria sociale, sbagliate tutto e sprecate le risorse – ha continuato Marguerettaz -. Diventa difficile dialogare in questo modo»

Il neo presidente ha evidenziato un aspetto riguardante gli incontri politici dei giorni scorsi.

«Non ho sentito l’autocritica delle minoranze – ha aggiunto -. Voi siete dalla parte giusta e noi degli incapaci? Questo approccio ritengo che abbia responsabilità da entrambe le parti».

E la presentazione di «100 ordini del giorno nel prossimo bilancio» non sarebbe sicuramente un buon viatico.

«Nessuno ha messo sul tavolo la decadenza di Testolin»

Poi, il primo sassolino.

«In occasione degli incontri del 2025 per definire il perimetro della maggioranza, a parte Avs, nessuno ha messo sul tavolo la decadenza o incompatibilità di Renzo Testolin – ha esclamato -. Tutti forse speravano di far parte del perimetro. E all’epoca la presidenza del Consiglio aveva già dato a tutti i pareri».

La frecciata a Centoz, che aveva tacciato Marguerettaz di «usato sicuro» è partita dal percorso politico del segretario del Pd, culminato con l’elezione a sindaco di Aosta decisa «nel 2015, nella Caserma Perenni, con Augusto Rollandin e Renzi – ha sottolineato -. Lei è credibile? La credibilità è una cosa seria».

Infine, l’ultimo schiaffone a Marco Carrel.

«Ha parlato di credibilità, è una bella cosa, ma io ho 40 anni di appartenenza politica, sempre nell’Union e spero che lei possa fare una carriera come la mia in cui dimostri di essere credibile – ha aggiunto -. La riunione delle forze autonomiste? Lei si è opposto alla coalizione, voleva tenersi le mani libere, altrimenti oggi avremmo 21 consiglieri».

E ha concluso.

«Sono candidato a essere il presidente di tutti, ma non devo piacere a tutti».

(da.ch; al. bi.)

Foto di Nadia Camposaragna

 

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