Emergenza Covid, Montagnani: situazione di allarme, malati nelle stesse condizioni di marzo
Sanità
di Luca Mercanti  
il 19/10/2020

Emergenza Covid, Montagnani: situazione di allarme, malati nelle stesse condizioni di marzo

Criticità in ospedale ad Aosta, dove «la situazione è preoccupante»

«La situazione è paragonabile, se non peggio, a marzo». Lo dice a Gazzetta Matin (in edicola oggi, lunedì 19 ottobre) il coordinatore sanitario dell’emergenza Covid-19, Luca Montagnani.

«A marzo, però, i contagi erano stati bloccati con tutte le chiusure – spiega Montagnani -. Ora, con tutte le riaperture, non vorrei che si arrivasse al punto di rottura, cioè quando il sistema sanitario non regge più e la gente non ha più un posto dove farsi curare. Questo è un rischio concreto per tutti».

Sale la paura

«Sono in contatto con i colleghi in Piemonte e in Liguria e tutti abbiamo paura – ammette Montagnani -. A marzo dovevamo curare solo i pazienti covid, ora abbiamo anche quelli “normali”». La curva dei contagi, in Valle d’Aosta come nel resto d’Italia: sta procedendo in impennata».

Situazione di allarme

«Siamo in una situazione di allarme – dice Montagnani -. I dati sono preoccupanti, per cui la popolazione si deve rendere conto che è il momento di cambiare atteggiamento. Non mi piace dare responsabilità alla gente comune, ma questo virus è invisibile e infimo. Gli effetti delle manovre di apertura e chiusura si vedono dopo circa tre settimane e qui un aumento netto lo abbiamo registrato due settimane fa. L’evento più grosso è stato la riapertura delle scuole. Non intendo dire che sia colpa della scuola, ma hanno influito tutte le attività interconnesse come il carico dei mezzi di trasposto, le attività sportive e la ripresa della vita normale. Secondo me, purtroppo, si tratta di cose non compatibili con la pandemia».

La critica

Il coordinatore sanitario punta poi il dito contro chi, «anche tra i sanitari, quest’estate ha fatto delle dichiarazioni superficiali. Penso che abbiano tratto la popolazione in inganno».

Ora, però, è il momento «di utilizzare la mascherina, di evitare qualsiasi tipo di assembramento, anche quelli tra parenti. Bisogna proteggere soprattutto i nostri anziani. Oggi (domenica ndr) l’ospedale è passato al livello arancione» di allarme, che prevede la riduzione dell’attività chirurgica e l’allestimento di un reparto Covid 2 nell’attuale reparto di Gastro/Pneumologia.

«Stanno salento i casi in terapia intensiva e nei reparti Covid – continua Montagnani -, la situazione per l’ospedale è preoccupante. Purtroppo le curve continueranno a salire. I pazienti che arrivano sono nelle stesse condizioni di quelli che vedevamo a marzo, quindi la malattia non è cambiata».

Ora, per il coordinatore, «bisogna leggere bene le curve prospettiche del contagio perché, se non si prevedono misure di prevenzione e restrizione, si rischia di arrivare al punto di rottura».

(federico donato)

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