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Insegnanti precari: l’assessorato apre, il sindacato non molla la presa

Insegnanti precari: l’assessorato apre, il sindacato non molla la presa

Avere 36 mesi di servizio in un posto vacante disponibile (non una sostituzione), l’abilitazione a insegnare. Queste le caratteristiche necessarie per un insegnante, perché possa sperare di ottenere qualcosa, in caso di ricorso al giudice del lavoro, in seguito alla sentenza dell’Unione europea che, di fatto, ha condannato su tutta la linea le modalità di selezione del personale docente. In particolare, sul banco degli imputati, sale la reiterazione dei contratti precari oltre i 36 mesi consentiti dalle istituzioni europee, fatto questo che potrebbe costare caro (si parla di 2 miliardi di euro) alla nostra nazione, in caso di ondata di ricorsi da parte degli insegnanti aventi diritto al rimborso. «Si apre un mondo di possibili ricorsi – spiega Katya Foletto, FLC-Cgil -. Ma siamo ancora in attesa di capire come muoverci, anche se ci stiamo già muovendo in tal senso, avendo stretto un accordo con uno studio di avvocati, esperti in diritto del lavoro, tanto che si sono già occupati nel recente passato del caso Thyssen Krupp». Le parole di Foletto arrivano nel pomeriggio di mercoledì, nella sede Cgil, dove è stata convocata un’assemblea per aggiornare gli insegnanti precari sull’incontro avuto con l’assessore alla Pubblica istruzione Emily Rini. «E’ emersa la volontà da parte dell’amministrazione di applicare la sentenza non appena ci sarà il pronunciamento della Corte costituzionale, il recepimento da parte degli organi di giudizio o un recepimento in tal senso da parte del Ministero – spiega ancora Katya Foletto, che parla poi di cifre -. Al momento attuale, in Valle d’Aosta, i posti vacanti disponibili sono 7 per la scuola dell’infanzia, 8 per la primaria, 8 per la secondaria di primo grado e 7 per quella di secondo grado. A parte andranno calcolati quelli per il sostegno, anche se qui sono più gli insegnanti che i posti disponibili». La risposta della Cgil in tal senso non si è fatta attendere: «Al di là della sentenza – continua Foletto -, chiediamo una soluzione politica alla questione del precariato docente in Valle. Vogliamo un piano pluriennale di assunzioni e che non ci vengano a parlare di un rallentamento, visto che negli anni passati abbiamo avuto le maglie più larghe, in materia di occupazione di docenti, rispetto ad altre regioni. Però, non può essere solo il sindacato a portare avanti la questione, ma ci vuole una mobilitazione di tutti a quanti, a partire dallo sciopero generale del 12 dicembre».
(alessandro bianchet)

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