Conflitti familiari: «necessaria sinergia tra operatori»
ATTUALITA'
di news il
14/05/2016

Conflitti familiari: «necessaria sinergia tra operatori»

Psicologi, avvocati, giudici, assistenti sociali, educatori, neuropsichiatri infantili, queste professioni insieme per affrontare il tema della gestione dei conflitti familiari, dove l’argomento e lo scopo comune, ma anche l’esigenza, è ben chiaro nel titolo del convegno di venerdì 13 tenutosi nell’aula Magna dell’Università della Valle d’Aosta ‘Le diverse professioni nella gestione dei conflitti familiari. Verso la costruzione di un linguaggio comune’. Il convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università della Valle d’Aosta, dall’Ordine degli Psicologi Valle d’Aosta e dall’Ordine degli Avvocati Foro di Aosta, con il patrocinio di Ausl Valle d’Aosta e dell’assessorato Sanità, salute e politiche sociali, ha visto la partecipazione di numerosi autorevoli relatori sia in ambito giuridico che psicologico, ampia la partecipazione dei professionisti interessati. L’idea del convegno nasce da un gruppo di lavoro misto che ha maturato al proprio interno la necessità di conoscere le reciproche modalità di lavoro e condividere le criticità comuni e quelle di ciascuna professione. Gli scenari familiari sono sempre più complessi e patologici, i genitori entrano in conflitto palese, spesso senza proteggere i figli, che vengono invece coinvolti in questi conflitti. Da soli non è più possibile agire bisogna lavorare insieme soprattutto per tutelare i figli. La parola chiave del convegno è stata certamente linguaggio comune, quello che è importante ricercare per capire e far capire, e necessario per trovare delle soluzioni che permettano di gestire il conflitto, avendo ben chiaro che soprattutto in casi in cui sono interessati dei minori, sono loro da tutelare. «Voglio fare un monito in questa occasione di confronto allargato molto importante – dice Anna Bonfilio, giudice del Tribunale civile di Aosta – la ricerca di un linguaggio comune è uno strumento da usare, ma è anche un obiettivo ed impone uno strumento operativo comune, ovvero l’ascolto profondo che deve far mettere in discussione ognuno di noi nei nostri ruoli». La giornata di venerdì ha certamente messo le basi per un lavoro sinergico e per la ricerca del linguaggio comune auspicato. Nella foto, Alessadro Trento, Massimo Veglio, Serenella Besio, Giuseppe Colazingari, Paolo Sammaritani e Alfredo Mattioni. (simonetta padalino)

 

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