Aosta, autocandidatura Centoz: Marcoz smentisce illazioni, Manfrin lancia bordate
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 04/12/2019

Aosta, autocandidatura Centoz: Marcoz smentisce illazioni, Manfrin lancia bordate

La vice sindaco sottolinea che l'UV non ha ancora parlato di candidature e alleanza. Il consigliere regionale del Carroccio dà appuntamento a maggio

L’autocandidatura di Fulvio Centoz al secondo mandato da sindaco di Aosta continua a scatenare reazioni.

In ordine di tempo, dopo le bordate della presidente della Consiglio regionale, Emily Rini, arrivano anche le precisazioni della vice sindaco Antonella Marcoz e dell’ex consigliere comunale della Lega, ora in Regione, Andrea Manfrin.

Marcoz: «Decisioni a tempo debito»

«La scelta di Fulvio Centoz è una scelta personale che riguarda solo lui e il suo partito». Commenta così la vice sindaco Antonella Marcoz il post di autocandidatura dell’attuale primo cittadino.

«Non mi pare che per le elezioni del maggio prossimo l’UV abbia mai parlato di alleanze e di candidature – sottolinea Marcoz -. Ogni decisione in merito sarà presa a tempo debito. Illazioni di qualsiasi natura sono solo frutto della fantasia di qualcuno».

Manfrin: «Possibile autocandidarsi senza passaggio politico»?

Non le manda a dire, invece, il consigliere regionale del Carroccio, Andrea Manfrin.

Il leghista esordisce con una domanda. «Ma è possibile autocandidarsi a dicembre, con un post su Facebook, senza un passaggio politico, una condivisione con chi lo ha, obtorto collo, faticosamente sostenuto fino ad ora»?

Manfrin si chiede quanto il post sia «studiato e quanto, invece, è figlio di una reazione scomposta a notizie, spesso comiche, di candidatura che vengono supposte dalla stampa apposta per far abboccare i gonzi? È possibile che un sindaco di un capoluogo si faccia prendere dalla fregola come un quindicenne»?

Il consigliere del Carroccio punta poi il dito sui tempi, visto che Aosta è stata «protagonista di una inchiesta che ha portato all’arresto di un suo ex assessore e di un consigliere di maggioranza con l’accusa di essere organici o fiancheggiatori della ‘Ndrangheta».

Dopo il lavoro della commissione di accesso che «ha scandagliato per mesi la sua amministrazione», potrebbero infatti profilarsi, «se anche non venisse sciolto» il Comune, «pressantissime sanzioni», non certo «un biglietto da visita». Magari, sarebbe stato meglio «aspettare le decisioni del Consiglio dei Ministri».

Manfrin si chiede poi se «Centoz pensa davvero di aver fatto un buon lavoro». Per il consigliere del Carroccio la città sarebbe «un disastro», con il «degrado che è ovunque», riuscendo a «scontentare tutti».

Infine, sottolinea che lo slogan «Aosta Coraggio» appare «perfetto. In una città senza idee, dove il cuore di chi ci vive è stato calpestato più di una volta […] bisogna avere molto coraggio per riproporsi ai cittadini. Ci rivederemo a maggio, vedremo chi avrà più coraggio».

(alessandro bianchet)

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