Spedizione punitiva per due ex dipendenti a Cervinia: tre condanne
CRONACA
di Federico Donato  
il 16/04/2021

Spedizione punitiva per due ex dipendenti a Cervinia: tre condanne

Comminata dal giudice del Tribunale di Aosta una pena a 1 anno e 6 mesi per Franco Musso e a 1 anno e 2 mesi per le cugine Cristina e Monica Angotzi

Si è chiuso con tre condanne il processo incentrato su una presunta spedizione punitiva andata in scena nell’aprile 2019. Comminata dal giudice del Tribunale di Aosta una pena a 1 anno e 6 mesi per Franco Musso e a 1 anno e 2 mesi per le cugine Cristina e Monica Angotzi.

Difesi dall’avvocato Ascanio Donadio, erano accusati a vario titolo di violazione di domicilio, lesioni personali e violenza privata. Al termine della sua requisitoria, il pm Luca Ceccanti aveva chiesto 2 anni per Musso, 1 anno e 10 mesi per Monica Angotzi e 1 anno e 9 mesi per Cristina Angotzi.

I fatti

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei Carabinieri, i tre avrebbero organizzato e posto in essere una vera e propria spedizione punitiva ai danni di due ex dipendenti del ristorante di Cristina Angotzi che avevano denunciato all’ispettorato del lavoro il fatto di non ricevere i compensi pattuiti. Sempre per l’accusa, l’allora titolare del ristorante di Valtournenche si era rivolta alla cugina Monica Angotzi e a Franco Musso, «di fatto commissionando una spedizione punitiva volta a dare una lezione ai suoi ex dipendenti», aveva scritto il gip nell’ordinanza che aveva fatto scatta le misure cautelari (poi revocate) nei confronti dei tre imputati.

Gli investigatori hanno accertato che i tre avevano raggiunto l’abitazione delle due vittime dove, dopo aver bussato alla porta, Musso (armato di coltello) avrebbe aggredito fisicamente uno degli ex dipendenti del ristorante.

La convivente dell’uomo aggredito (cioè l’altra ex dipendente) sarebbe quindi fuggita dall’appartamento, imbattendosi in Cristina e Monica Angotzi. Le due, sempre per la Procura, avrebbe insultato le due vittime facendo anche riferimenti precisi: «Questo è perché mi avete denunciata ai Carabinieri. Perché mi è venuto nel locale l’ispettorato del lavoro».

(f.d.)

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