Violenza sulle pazienti, Marco Bonetti condannato a 4 anni e 3 mesi in appello
Bonetti davanti al Tribunale di Aosta (foto d'archivio)
CRONACA
di Federico Donato  
il 04/11/2021

Violenza sulle pazienti, Marco Bonetti condannato a 4 anni e 3 mesi in appello

Dimezzata la pena stabilita in primo grado nei confronti dell'ex numero due della struttura di Psichiatria dell'Ausl valdostana

Quattro anni e tre mesi. Questa la pena comminata dalla Corte d’appello di Torino nei confronti di Marco Bonetti, ex numero due della struttura di Psichiatria dell’Ausl valdostana. Il verdetto è stato letto in aula nel pomeriggio di giovedì 4 novembre.

In primo grado ad Aosta, nel 2018, il medico era stato condannato a 10 anni e 8 mesi al termine del processo celebrato con rito abbreviato. A Torino, il sostituto pg Giancarlo Avenati Bassi (oggi non presente in aula) aveva chiesto la condanna a 9 anni e 7 mesi.

Il processo

Bonetti – difeso dagli avvocati Jacques Fosson e Massimo Balì – era a processo per violenza sessuale nei confronti di alcune pazienti, cessione di stupefacenti (farmaci), truffa, peculato, corruzione e falso.

Oltre a confermare l’assoluzione per quasi tutti gli episodi per cui l’imputato era già stato assolto in primo grado (e tutto ciò che riguarda il “Bonetti bis”), la Corte ha dichiarato improcedibili le truffe e ha concesso le attenuanti generiche. Tutti elementi che hanno portato a una significativa riduzione della pena stabilita dal Tribunale di Aosta.

Nel processo era parte civile l’Azienda Usl, rappresentata dall’avvocato Corrado Bellora. I giudici torinesi, accogliendo la richiesta del legale, hanno confermato la sentenza di primo grado nella parte in cui condannava Bonetti a versare una provvisionale da 20 mila euro. Non solo: l’ex dipendente dovrà anche pagare le spese legali di primo e secondo grado all’Usl.

Le motivazioni del verdetto d’appello saranno depositate entro 90 giorni.

I commenti

«Siamo contenti per la riduzione della pena – commenta l’avvocato Fosson -. Il quadro rappresentato dall’accusa non ha retto, quindi la pena è stata ridimensionata. Comunque sono cadute tutte le ipotesi di truffa e sono state riconosciute le attenuanti generiche. Ora aspettiamo di poter leggere le motivazioni».

Per quanto riguarda l’Ausl, invece, l’avvocato Bellora afferma: «Siamo soddisfatti perché, come avvenuto in primo grado, è stato riconosciuto il fatto che l’Azienda ha subito un danno. Io non posso che essere contento per il fatto che le mie richieste sono state accolte».

(f.d.)

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