Cisl Scuola: docenti non vaccinati guariti da Covid, «un altro tsunami»
Scuola
di Cinzia Timpano  
il 13/05/2022

Cisl Scuola: docenti non vaccinati guariti da Covid, «un altro tsunami»

La denuncia della Cisl Scuola dopo il rientro a scuola degli insegnanti non in regola con l'obbligo vaccinale che potrebbero essere nuovamente sospesi

Cisl Scuola: docenti non vaccinati guariti da Covid, «un altro tsunami».

A un mese scarso dalla conclusione dell’anno scolastico, la Cisl scuola parla di «un altro tsunami che si abbatte sulla comunità educante».

Il riferimento è agli insegnanti guariti da Covid ma non vaccinati, che dal primo aprile – all’indomani della conclusione dello stato di emergenza – sono stati riammessi all’insegnamento. 

Gli stessi insegnanti, se guariti da più di tre mesi potrebbero essere nuovamente sospesi dall’insegnamento e adibiti ad altre mansioni, a meno che non si vaccinino.

Cisl: un altro tsunami sulla scuola

Alessia Démé, segretaria Cisl Scuola (prima a destra)

«E’ l’effetto, questo, di un’interpretazione che il Ministero dell’Istruzione ha dato di una nota del Ministero della Salute che obbliga i sanitari guariti a vaccinarsi dopo 3 mesi dalla guarigione e che è stata ritenuta, per analogia, applicabile anche al personale docente, sebbene, sul tema, non siano ancora state fornite indicazioni univoche, nemmeno nelle FAQ fornite dallo stesso MIUR – scrive Cisl Scuola in una nota.

Secondo Cisl Scuola, «a meno di un mese dalla fine di un anno scolastico travagliato, nel quale gli alunni e i pochi docenti rimasti in servizio tra quarantene e sospensioni hanno visto l’avvicendarsi di supplenti, spesso alle prime armi e anche sprovvisti dei prescritti titoli di studio, ecco che un altro pesante macigno viene scaricato sull’intera comunità educante» – precisa la segretaria della Cisl Scuola Alessia Démé. 

Sui dirigenti, chiamati a gestire un’ennesima frattura professionale ed umana.

Ma anche sul personale amministrativo, impegnato nella sempre più difficoltosa ricerca di supplenti.

E ancora sulle famiglie, preoccupate per il susseguirsi degli insegnanti e per la qualità dell’offerta formativa, già minata dalle quarantene e dalla didattica a distanza.

Infine, sui docenti, la cui categoria è dilaniata da uno scontro intestino tra ormai plurime fazioni (vax, no-vax, over 50, guariti da meno di sei mesi e chi più ne ha più ne metta…) e, a ricaduta, sugli alunni, che di tale comunità dovrebbero essere il centro e che si trovano invece a vivere in una scuola ormai simile a un girone infernale fatto di mascherine, tamponi di uscita e nervosismi.

Cisl Scuola: sì al vaccino ma la normativa …

Al di là della netta posizione della nostra organizzazione a favore della vaccinazione come strumento principe nel superamento della pandemia, rimaniamo esterrefatti da questo ennesimo colpo di scena normativo, peraltro destinato, allo stato attuale, a rimanere in vigore solo fino al 15 di giugno quando, appunto, le attività didattiche, pur essendo alle battute finali tra scrutini ed esami, ancora non si sono concluse.

Che ne sarà degli alunni impegnati nell’ultima fase dell’anno scolastico o di quelli impegnati negli Esami di Stato o negli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione che, quest’anno, torneranno dopo due anni a svolgersi in presenza e in forma scritta?

Chi li aiuterà nei processi di recupero scolastico?

Chi valuterà, con il nuovo e delicato sistema, gli alunni della primaria?

Forse qualche introvabile supplente destinato a rimanere in servizio solo fino al 15 di giugno?

E, in tutto questo, che ne è della continuità didattica che tanto sta a cuore ad un Ministero che costringe gli insegnanti a rimanere vincolati ad una sede per almeno tre anni?

La comunità scolastica merita ed esige risposte serie ed equilibrate.

(re.aostanews)

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