Aosta, sorpresa: la Regione pensa a un parco nel “prato della capre”, ma il Comune è all’oscuro
L'area in cui la Regione vuol creare un parco
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 28/05/2026

Aosta, sorpresa: la Regione pensa a un parco nel “prato della capre”, ma il Comune è all’oscuro

La notizia uscita in consiglio comunale, dove il capogruppo Renaissance, Giovanni Girardini, ha proposto una modifica al piano regolatore e un confronto con Place Deffeyes per realizzare anche un parcheggio interrato all'ombra della Torre del Lebbroso

Aosta, sorpresa: la Regione pensa a un parco nel “prato della capre”, ma il Comune è all’oscuro.

Da una parte il progetto regionale di un parco in quello che è conosciuto come Prato della capre, dall’altra la richiesta di tutta l’opposizione di modificare il piano regolatore per arrivare anche alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo.

In mezzo, il Comune di Aosta che sembra esserne all’oscuro.

Il caso

La questione, già cavallo di battaglia durante la campagna elettorale, è stata portata a galla da Giovanni Girardini, capogruppo de la Renaissance, che ha esposto una mozione firmata da tutto il centrodestra.

«La Regione sta progettando un parco urbano nel “prato delle capre”, proprio davanti alla Torre del Lebbroso» ha spiegato in aula  Girardini, parlando di una zona che ha vincolo RI ad area verde ricreativa.

«Come dimostrato con gli incontri fatti, questa amministrazione ha riconosciuto che il commercio è in difficoltà e considerando che accogliamo turisti e valdostani da tutte le parti, la necessità di parcheggi più o meno satellite è sempre più impellente – ha aggiunto Girardini -. Nessuno discute la destinazione a verde, ma si può aggiungere una variante non sostanziale al piano regolato, mettendo il vincolo a parcheggio».

Per Giovanni Girardini questo consentirebbe di realizzare «un parcheggio al livello attuale del verde, magari scavano un pochino, per poi realizzare un solaio di 70 centimetri al fine di creare sopra un parco a livello stradale – ha aggiunto Girardini -. La zona, secondo la Soprintendenza, non sarebbe nemmeno così a rischio dal punto di vista archeologico e risolverebbe sicuramente molti problemi con almeno un centinaio di posti».

Girardini cala l’asso

Esiste infatti un accordo di programma del 1998 con la Regione, per il quale a fronte della cessione dell’ex Albergo Alpino per fare la sede d Finaosta, Place Deffeyes avrebbe dovuto realizzare un posteggio pluripiano da oltre 400 posti.

«Potrebbe essere l’occasione di chiudere la pendenza».

La replica

L’assessore alla Pianificazione, Luca Tonino, ha rivelato come «allo stato attuale a noi non risulta una progettazione in corso – ha spiegato Tonino -. L’area in questione, per di più, è di proprietà regionale e di media complessità rispetto a una trasformazione, ma è bene fare dei ragionamenti».

Secondo Tonino, il parcheggio sarebbe «una nuova costruzione, cosa che attualmente in zona A, nel centro storico, non è consentita – ha aggiunto l’assessore -. Inoltre, l’area è classificata come di particolare interesse paesaggistico, in quanto di pertinenza a un edificio monumento. Le interlocuzioni con la Regione continuano, ma diverso è forse il discorso per l’area sud, dove è già presente un parcheggio a raso e in cui si ipotizzava già la realizzazione di un parcheggio interrato. Prendiamo l’impegno di cominciare a ragionare su una trasformazione».

Girardini deluso

Ha parlato di risposta «deludente» Giovanni Girardini.

«Una buona amministrazione, per prima cosa, dovrebbe rivedere completamente il piano regolatore, ormai vecchio e violentato più volte – ha concluso -. Assicuro io che l’incarico per progettare il parco è stato dato e il fatto che voi non ne sappiate nulla non mi stupisce. Non sapevate nulla nemmeno della chiusura delle gallerie».
Poi, una rivelazione.
«Dalla Regione c’è stata un’apertura – ha concluso Girardini -. Ma dispiace che debba essere un assessore di minoranza a muoversi invece del sindaco e dell’assessore».

(alessandro bianchet)

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