Sciacallo dorato avvistato nel Parco naturale Mont Avic
L'immagine dello sciacallo dorato catturata dalle fototrappole
ATTUALITA'
di Erika David  
il 28/01/2023

Sciacallo dorato avvistato nel Parco naturale Mont Avic

Il Parco naturale Mont Avic segnala un eccezionale avvistamento di canis aureus per la prima volta documentato con video e foto

Per la prima volta in Valle d’Aosta è stato avvistato e catturato dalle fototrappole uno sciacallo dorato nel territorio del Parco Mont Avic.

Lo comunica l’ente del Parco naturale con una nota.

L’avvistamento

«Si tratta di un’osservazione eccezionale in Valle d’Aosta, per la prima volta riscontrata sul territorio regionale con documentazione video fotografica» dice il Parco.

È stato possibile avere delle immagini grazie al monitoraggio costante del Parco sul territorio dell’area protetta, tramite fototrappole.

Ed è proprio una fototrappola che ha ripreso l’occasionale passaggio di un esemplare di sciacallo dorato.

L’esemplare è stato identificato dal personale specializzato del Servizio dei Guardaparco dell’ente e successivamente visionato anche dagli esperti Alberto Pastorino e Federica Fonda dell’Università degli Studi di Trieste, che hanno confermato trattarsi con ogni probabilità dello sciacallo.

«Anche se l’analisi delle immagini lascia pochi dubbi, parlare di probabilità resta d’obbligo, in quanto nel campo delle scienze naturali solo analisi approfondite e dirette sugli esemplari possono dare la certezza dell’identificazione specifica, meglio se eseguite con il supporto di indagini genetiche» precisa il Parco.

Il Parco proseguirà gli studi con ulteriori accertamenti per raccogliere altri dati sull’eventuale presenza della specie, «al momento pare che l’avvistamento sia di un individuo isolato in erratismo».

Lo sciacallo dorato

Lo sciacallo dorato è un canide di medie dimensioni, essendo poco più grande di una volpe, si legge nella nota.

È un animale innocuo per l’uomo, che si nutre di carcasse di animali morti, rifiuti e risorse vegetali (frutta, radici, tuberi, piante erbacee, semi) o predando animali di piccola taglia come roditori e talpe, ma anche insetti e anfibi.

Deve il nome al colore del manto, per lo più grigio-brunastro ma con chiazzature giallognole o marrone chiaro.

La specie è diffusa soprattutto nell’Europa sud-orientale, ma da alcuni anni occupa ormai stabilmente le Alpi orientali ed è più recentemente in diffusione anche nelle Alpi occidentali.

Negli ultimi anni è stato osservato nella zona di Ivrea, in Valle d’Aosta è uno dei primi avvistamenti, il primo documentato da immagini.

(re.aostanews.it)

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