Immobiliare: 2022 anno record in Valle; ora qualche rallentamento, ma c’è ottimismo
Marinella Gerandin, Nathalie Money, Angelo Aresu, Roberto Nale e Angelo Cominelli
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 19/10/2023

Immobiliare: 2022 anno record in Valle; ora qualche rallentamento, ma c’è ottimismo

L'Osservatorio immobiliare di Fiaip Valle d'Aosta evidenzia i grandi numeri dell'anno appena trascorso; in questi mesi di 2023 iniziano a tirare venti di rallentamento

Un 2022 da record, superiore anche al dorato 2005, ma ora con qualche nube all’orizzonte nel terzo trimestre 2023. Questo lo stato di salute del mercato immobiliare, analizzato dall’Osservatorio immobiliare valdostano presentato giovedì 18 ottobre da Fiaip.

L’Osservatorio immobiliare

Insomma, la compravendita di immobili in Valle d’Aosta si difende alla grande e, nonostante l’aumento dei tassi di interesse, grazie alle possibilità offerte da Finaosta, si differenzia dal resto d’Italia, con un ottimismo pur limitato dai venti di crisi che si scorgono in questo periodo.

«Questo osservatorio nasce con l’idea di dare dati precisi a chi lavora nel settore – spiega il delegato Formazione e comunicazione di Fiaip, Angelo Aresu -. La nostra presenza capillare garantisce indicazioni precise sul rapporto prezzo/metro e sullo stock di immobili, permettendo di valutare il tutto anche alla luce di variabili esogene (leggi guerra e situazione internazionale) o endogene (vetustà, stato dell’edificio)».

Mercato immobiliare

Un mercato 2022 «estremamente positivo», da record ogni epoca.

È la sensazione di Roberto Nale, vice presidente Fiaip Valle d’Aosta e delegato OMI.

«È stato segnato un record, con 2.555 compravendite di abitazioni – illustra Nale -, superando il dato migliore della storia, il 2005, con 2.511».

Il grande risultato è dovuto a una «congiuntura favorevole», legata a un lungo periodo di tassi di interesse «ai minimi storici» e dal valore basso degli immobili, crollato nel periodo di crisi 2008-2013 «anche del 40%».

A tutto questo si aggiungono la pandemia «che ha spinto la vendita di abitazioni con spazi esterni» e il bonus 110, che ha «rilanciato immobili difficili da posizionare».

Insomma, pur come sempre in ritardo sul nazionale, la Valle d’Aosta è decollata nel 2022, anche se ora «ci sono primi segnali di immobilismo, che in Italia si sono sentiti nel primo semestre 2023».

Anno record

Ciò non toglie che il 2022 è stato un anno incredibile.

Solo ad Aosta, ad esempio, sono state vendute «453 abitazioni (447 nel 2005)».

Di queste, il 40% piccole (50-80 mq), il 30% di medie dimensioni (85-115 mq), il 13% di grandi dimensioni (115-140 mq) e solamente 29 molto grandi e 45 molto piccole.

La media parla di appartamenti da 90.7 metri quadrati, contro gli 85 del resto della Valle.

I prezzi

A parte le località “star”, dove la grande richiesta ha fatto crescere i costi, i prezzi in Valle sono quasi ovunque in calo.

Ad Aosta, per la prima casa, si parla di 1.611 euro al metro quadro, contro le media regionale di 1.853 euro.

Qui incidono gli estremi, che vanno da 1.000-1.200 euro al metro quadro di località «depresse» (come Châtillon, Saint-vincent, Verrès e Pont-Saint-Martin) ai prezzi elevati di zone di grande richiamo.

Qui si passa dai 3.650 euro della Valdigne (Courmayeur spazia da 5.000 a 14 mila euro), ai 2.163 euro della Valle del Cervino (Cervinia spazia da 1.900 a 6.000 euro), con punte anche in Val d’Ayas, Gressoney e Cogne.

Immobiliare da servizi ferma

La nota negativa riguarda gli immobili da servizi, siano essi capannoni o negozi.

«Ad Aosta, tolto l’asse centrale, il resto è in grande affanno – sottolinea ancora Nale -. Non parliamo poi di capannoni e uffici. Ma se a livello politico non si fa qualcosa, sarà difficile cambiare».

I tassi

Alessandro Serpico, consulente Auxilia Finance VdA, offre una panoramica sui tassi di interesse, al centro delle cronache per i pesanti rincari, ma in Valle mitigati dall’apporto di Finaosta.

«Il rialzo degli ultimi anni ha riportato i tassi ai livelli storici del 3.5-4% – spiega Serpico -. La Valle si salva grazie ai mutui prima casa di Finaosta, con tassi intorno all’1.5%, che garantiscono un grande risparmio».

Dall’estero

Soddisfazioni arrivano dalla compravendite di stranieri.

«I nostri immobili sono appetibili all’estero – spiega la delegata estero di Fiaip VdA, Marinella Gerandin -. Gli stranieri cercano immobili finiti, di tutti i prezzi e non vogliono tutto in regola, perché la burocrazia è un problema. Quando arrivano qui, dopo varie ricerche, però sanno già cosa cercano».

Mercato turistico

Tiene molto bene botta il mercato turistico.

«Rappresenta il 40% del nostro stock immobiliare (155 mila le abitazioni censite ndr.) e se prima della pandemia risultava stagnante per le località meno appetibili, con il Covid ha subito un rilancio netto» ricostruisce ancora Nale.

«I turisti arrivano da Milano, Torino e Genova, con distanze massimo di due ore e mezza-tre in auto – racconta il delegato del settore turistico, Angelo Cominelli -. Stiamo ancora godendo degli effetti della pandemia e tante persone stanno anche sfruttando lo smartworking per cambiare residenza. Dopo sei mesi ottimi, ora c’è una fase di stallo, ma si ripartirà».

La presidente

Predica ottimismo la presidente di Fiaip Valle d’Aosta, Nathalie Money.

«Ci sono tanti pensieri negativi, ma voglio aggrapparmi all’ottimismo – tira le fila Money -. Inflazione e speculazione non dureranno per sempre, così come altri eventi, ma bisogna farsi trovare preparati».

Ricordando la “fortuna” di poter contare su Finaosta, la presidente evidenzia il boom degli affitti brevi.

«Questo attira tanti investitori anche da fuori Valle – illustra -, creando un mercato parallelo che può coesistere, dare nuovo indotto e portare anche al recupero di borghi dimenticati. Aosta? Ci può essere la possibilità di recuperare tanti edifici fuori dal centro, per affitti duraturi e “ridotti”, ma serve un dialogo continuo con il settore pubblico. E noi siamo a disposizione, così come per il confronto sulla facilitazione al cambio di destinazione dei locali commerciali».

Le previsioni, comunque, «sono cautamente positive, anche se non abbiamo la sfera di cristallo».

(alessandro bianchet)

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