Adriana Girod, l’operatrice Essenziale che legge le 41 Carte ispirate alla bioanalogia
La responsabile del refettorio al Convitto Chabod di Aosta studia e ’legge’ 41 carte energetiche che sono considerate il punto di partenza per la guarigione
Adriana Girod
Capire ciò che dice il corpo, scavalcando i blocchi invisibili imposti dalla propria mente, superando la parte più razionale di sé alla ricerca di ciò che l’anima suggerisce.
È quanto cerca di fare e aiutare a fare Adriana Girod, valdostana con la passione per la lettura delle cosiddette Carte essenziali, quarantuno carte ideate dalla torinese Stefania Zani e ispirate alla bioanalogia.
«La mia passione è nata prima della pandemia, quando, seguendo il mio interesse per l’esoterismo e la crescita personale, ho scelto di frequentare un corso sui tarocchi» spiega Girod -.
È in questo modo che sono venuta a scoprire su Instagram Stefania Zani, le cui idee mi hanno immediatamente e talmente colpita da spingermi a iscrivermi al suo corso».
L’Accademia Essenziale, tra aromaterapia e bioanalogia
È così che Adriana è divenuta una delle prime corsiste della cosiddetta Accademia Essenziale, fatta di seminari in presenza e a distanza che le hanno permesso di avvicinarsi ad aromaterapia e bioanalogia così come descritte da Jean Philippe Brebion, ottenendo dopo un anno la certificazione di operatrice essenziale.
Le carte energetiche
«Le carte energetiche permettono di costruire una connessione che collega la tua anima a quella degli altri, percependo direttamente su di te l’energia di ciò che essi stanno vivendo in quel momento – chiarisce Girod, classe 1971, mamma di una giovane infermiera -.
Studiare la cosiddetta matrice di vita permette di comprendere, tramite i numeri contenuti nella data di nascita di ognuno, come egli reagisce o agisce sulla base del punto in cui ci si posiziona tra anima e mente, spontaneità e razionalità».
Adriana Girod
Secondo Adriana, la lettura di tali elementi aiuta a identificare meglio i blocchi che si impongono sul cammino di ciascuno e le situazioni ripetitive nelle quali ci si ritrova intrappolati: dinamiche e problematiche sono perciò viste come il risultato dell’impostazione intrinseca di ogni essere umano, che può orientarsi più in accordo con la propria coscienza o con il proprio ego.
«Una volta capito che, di fatto, gli ostacoli che si incontrano nella propria vita seguono uno schema preciso legato proprio a se stessi ma ignoto ai più, è semplice fare un passo indietro e osservarsi dall’esterno – suggerisce la donna, attualmente responsabile refettorio al Convitto Federico Chabod di Aosta -.
È questo il punto di partenza della guarigione, uno sguardo introspettivo dal quale prende il via il processo di cura e che permette di evitare di commettere i medesimi errori del passato anche in futuro».
Proiettata consapevolmente verso la diffusione della pratica di aiuto agli altri, Adriana ha scelto di aprire canali social dedicati ai consulti che effettua sia in presenza sia in modalità telematica.
«Generalmente mando un file pdf con la matrice di vita che ciascuno può leggere da sé, poi completo con una telefonata conoscitiva che mi permette di rispondere a domande e dare spiegazioni in più – aggiunge la donna, che un giorno vorrebbe trasformare questa sua passione in un mestiere vero e proprio -.
Generalmente i clienti mi contattano sui social, sono prettamente ragazze giovanissime o donne ai di sopra dei quaranta anni, con qualche uomo e pochi valdostani, forse per loro natura forse più scettici».
Un libro per scoprire e approfondire
Ora Adriana è al lavoro su di un ulteriore mezzo per raggiungere coloro che le stanno attorno: un libro che ne agevoli l’apertura mentale e permetta a quante più persone in situazione di difficoltà di scoprire e approfondire le soluzioni che già sono dentro di loro.
(giorgia gambino)
