Condizioni di lavoro «da terzo mondo» nel carcere di Brissogne, Marzi: «Nessuna segnalazione all’assessorato»
La casa circondariale di Brissogne
CRONACA, Sanità
di Thomas Piccot  
il 15/01/2026

Condizioni di lavoro «da terzo mondo» nel carcere di Brissogne, Marzi: «Nessuna segnalazione all’assessorato»

La questione era stata sollevata da Gazzetta Matin a dicembre e torna d'attualità con un'interpellanza della Lega

«All’assessorato non sono pervenute segnalazioni su questo tema. La direzione sanitaria è costantemente impegnata nel monitoraggio delle condizioni di lavoro all’interno del carcere di Brissogne». Così l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, rispondendo a un’interpellanza della Lega sulle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’area sanitaria all’interno dell’istituto.

La questione delle condizioni di lavoro in carcere

Il tema era stato sollevato l’8 dicembre da Gazzetta Matin.

Il servizio di Gazzetta Matin di lunedì 8 dicembre

Alcune infermiere avevano definito «da terzo mondo» le condizioni di lavoro in carcere.

Nel suo intervento, Manfrin ha citato alcune delle criticità portate alla luce da Gazzetta Matin. Il cahier de doléances riguardava la mancata fornitura di indumenti sanitari; stipendi pagati in ritardo; anomalie nelle buste paga; sostegno psicologico inesistente.

L’interpellanza

«Il personale che lavora per una cooperativa ha fatto venire fuori una serie di criticità – ha ricordato Manfrin -. Il direttore di questa cooperativa ha detto tra l’altro una cosa particolarmente curiosa, sostenendo che ogni mese la gestione è in perdita di 10 mila euro. Avevamo fatto presente più volte che era il caso di intervenire con riguardo a personale di polizia e amministrativo. Chiedevamo che il servizio di supporto psicologico fosse fornito anche al personale. Confrontarsi con dei criminali aggrava il carico sulle spalle di chi lavora nella struttura penitenziaria. Ci siamo confrontati con personale di polizia e amministrativo che ci ha sollevato diversi problemi. Il servizio medico h24 permetterebbe di trasferire a Brissogne dei detenuti con criticità importanti, peggiorando la qualità della vita sia dei detenuti che di chi ci lavora nel carcere».

La replica di Marzi

«All’assessorato non sono pervenute segnalazioni su questo tema – ha esordito Marzi -. La direzione sanitaria è costantemente impegnata nel monitoraggio delle condizioni di lavoro. La commissione paritetica si è riunita nel secondo semestre 2025. Si procederà a breve alla riconvocazione della commissione dopo il rinnovo dei vertici della casa circondariale. Riteniamo che sia in miglioramento la qualità dell’assistenza sanitaria in carcere. La crescente complessità della popolazione carceraria richiede un ulteriore salto qualità. Non c’è intenzione di estendere la presenza del medico 24 ore su 24».

(t.p.)

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