Fedriga a Washington per 50 anni da sisma Friuli: modello rinascita
Trieste, 22 apr. (askanews) – “Il terremoto ha rappresentato non solo una tragedia, ma anche un modello di rilievo europeo e internazionale su come sia possibile superare l’emergenza e restituire prospettive e futuro a un popolo. In questo contesto, gli Stati Uniti sono stati il Paese che più di ogni altro ha sostenuto la ricostruzione dall’estero, dimostrando una vicinanza straordinaria a questa terra nei momenti più difficili e contribuendo a segnare una nuova rotta per la nostra regione e per l’intero Paese”. Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine della rappresentazione, all’interno dell’ambasciata italiana a Washington, dello spettacolo di Simone Cristicchi – organizzato dall’Ente regionale teatrale con l’Accademia musicale Naonis – intitolato “Orcolat ’76”, in ricordo del 50° del terremoto che colpì il Friuli.
Presenti, tra gli altri, oltre all’ambasciatore italiano negli Usa Marco Peronaci e al sindaco di Gemona Roberto Revelant, anche gli assessori regionali Barbara Zilli (Finanze), Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Pierpaolo Roberti (Autonomie locali) e il portavoce del governatore Edoardo Petiziol.
Come ha ricordato il massimo rappresentante della Giunta regionale, la generosità degli Stati Uniti è stata determinante per la rinascita del territorio: la ricostruzione delle fabbriche e delle case rappresenta il tributo vivente alla forza e alla determinazione di chi ha saputo rialzarsi.
“A cinquant’anni dal sisma, siamo consapevoli – ha affermato Fedriga – che quella speranza non è mai venuta meno”. In particolare, il governatore ha ricordato le parole pronunciate all’epoca da un bambino dopo il sisma, “Che le rondini possano tornare”, le quali racchiudono lo spirito e la volontà di guardare avanti delle giovani generazioni di allora, capaci di nutrire speranza pur nel cuore di una profonda tragedia.
“Commemorare oggi questi luoghi – ha concluso Fedriga – significa, dunque, onorarne la memoria e celebrarne la rinascita”. Da parte sua l’assessore Bini ha sottolineato come quello di Cristicchi sia stato uno spettacolo emozionante, “che ha ricordato a chi, come me, ha vissuto da bambino quella tragica sera del 6 maggio la paura, con tutta l’angoscia di trovarsi di fronte a qualcosa di sconosciuto e devastante. Ma Cristicchi ha anche il merito di aver rimarcato, con la sua arte, la forza del popolo friulano di rialzarsi e ripartire”.
Secondo l’assessore Zilli, Orcolat ’76, con la direzione artistica del maestro Walter Sibilotti, rappresenta per la comunità regionale una preziosa occasione per rinnovare la profonda gratitudine agli Stati Uniti d’America a cinquant’anni dal sisma. “Un legame – ha aggiunto – che si è concretizzato in azioni di sviluppo sin dall’indomani del terremoto, attraverso interventi infrastrutturali e percorsi di crescita volti al benessere dei cittadini friulani”.
“Questo – ha detto l’assessore Roberti – è un momento di riflessione dedicato alla memoria della ricostruzione: in cinquant’anni il Friuli Venezia Giulia è profondamente cambiato e il ‘Modello Friuli’ testimonia, ancora oggi, la capacità di chi visse quella tragedia e di quanti ne hanno raccolto l’eredità di ricostruire l’intera regione. Un impegno che ha saputo trasformare un territorio rurale in una realtà economica dinamica e in costante crescita. La nostra presenza a Washington intende riaffermare proprio questo percorso, offrendo al contempo l’occasione per promuovere nuovi progetti di partenariato con gli Stati Uniti”.
