Consorzio Vino Trentino: buyer interessati a export ed enoturismo
Milano, 24 apr. (askanews) – Il Consorzio Vini del Trentino archivia Vinitaly con un bilancio che mette al centro soprattutto i contatti avviati con buyer italiani e stranieri e le prospettive commerciali ed enoturistiche che ne possono derivare. Nei quattro giorni di manifestazione si sono svolte sei sessioni mattutine con buyer italiani e sei sessioni pomeridiane con operatori stranieri. E’ da questo calendario di appuntamenti che, secondo il bilancio tracciato dall’ente consortile, sono emersi i segnali piu interessanti, sia sul fronte commerciale sia su quello dell’enoturismo.
La proposta trentina e stata costruita per offrire un’immagine ampia del territorio. Alle degustazioni dei vini piu rappresentativi, dal Teroldego Rotaliano al Marzemino, dal Muller Thurgau alla Nosiola fino al Trentodoc, si sono affiancati formaggi di malga, salumi alpini, prodotti ittici, pane, grissini artigianali, olio extravergine del Garda Trentino, mieli e mele. Il risultato e stato un racconto che ha legato il vino alla gastronomia e alla possibilita di tradurre l’assaggio in un itinerario concreto tra valli, aziende e produzioni locali. Nello stesso spazio, l’Istituto Tutela Grappa del Trentino ha proposto sia la degustazione tradizionale sia una lettura piu contemporanea del distillato attraverso cocktail e miscelati. La Fondazione Edmund Mach ha invece rappresentato il versante scientifico del sistema, portando in fiera il lavoro su ricerca, innovazione agronomica ed enologica e rafforzando cosi il profilo tecnico della presenza trentina.
Il Trentino interessa per la sua identita precisa e per la possibilita di costruire esperienze fuori dai circuiti piu battuti. Natasha Phillips, sommelier Wset di terzo livello e titolare dell’agenzia Cbt Luxury Edition di Vancouver, ha definito l’organizzazione B2B “eccellente, senza eguali”, aggiungendo che “il Trentino e una destinazione emergente per i miei clienti, non per chi visita l’Italia per la prima volta, ma per chi ci torna per la seconda, terza, quarta volta e vuole scoprire qualcosa di autentico e straordinario”.
Sulla stessa linea Susanna Ruston di Italian Travel Artisans, specializzata in itinerari su misura per il mercato nordamericano, secondo cui “sempre piu clienti cercano esperienze fuori dai sentieri battuti”. Ruston ha aggiunto che “l’abbinamento dei vini trentini con il pesce di lago e stato per me una scoperta meravigliosa”. Dal Brasile, Christiane, buyer di San Paolo, ha parlato di un interesse crescente verso la regione e verso vini capaci di rifletterne la diversita. Alberto Macaro, operatore turistico olandese di origine italiana, ha spiegato di trovare nel Trentino una base solida per sviluppare nuovi progetti, mentre Giulia Tonti di CuriousItalia Tour Operator ha richiamato l’attenzione sulla domanda nordamericana per prodotti territoriali e vini meno noti.
“Questi quattro giorni a Verona ci hanno restituito qualcosa di prezioso: la conferma che il racconto autentico funziona” ha dichiarato il presidente Albino Zenatti, spiegando che “ogni persona che ha alzato un calice nel nostro spazio ha capito che dietro quel vino c’e una montagna, una famiglia, una scelta di vita. Il mercato globale oggi premia chi ha qualcosa di vero da dire, e noi ce l’abbiamo”. Anche il Dg Graziano Molon ha spostato l’attenzione sulla fase che si apre ora. “Fare sistema non e uno slogan, e un metodo” ha affermato Molon, spiegando che “in questi giorni abbiamo visto soci e produttori presentarsi con una voce unica, affiancati dalla ricerca della Fondazione Edmund Mach, dalla qualita certificata del Trentodoc, dall’energia delle Strade del Vino e dei Sapori. I buyer nazionali e internazionali hanno percepito questa coerenza e hanno risposto con interesse genuino. Ora – ha concluso Molon – il lavoro vero comincia: trasformare questi incontri in relazioni durature e questi assaggi in viaggi verso le nostre valli”.
