Energia, le raccomandazioni della Commissione Ue contro la crisi
AskaNews
di Administrator admin  
il 26/04/2026

Energia, le raccomandazioni della Commissione Ue contro la crisi

Roma, 26 apr. (askanews) – La Commissione europea ha presentato il 22 aprile a Bruxelles la sua attesa comunicazione dal titolo ‘Accelerate EU – Unione dell’Energia’, con il sottotitolo ‘Energia a buon mercato e sicura attraverso un’azione accelerata’, in cui raccomanda una lunga serie di misure che potrebbero prendere volontariamente gli Stati membri, a livello nazionale, per far fronte ai rincari energetici causati dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

La comunicazione riporta un elenco di ‘esempi di buone pratiche’ già adottate da alcuni paesi: i sussidi per le pompe di calore e per gli impianti geotermici e solari, e i sistemi di noleggio a lungo termine o agevolati (‘social leasing schemes’) per facilitare l’accesso ai veicoli elettrici alle famiglie a basso e medio reddito (misure adottate in Francia); la riduzione dell’Iva per le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici e il riscaldamento con energia solare (in Belgio); le campagne di sensibilizzazione pubblica per la riduzione o l’aumento della temperatura, rispettivamente, degli impianti di riscaldamento o raffreddamento degli edifici (in Italia).

Viene presentata poi la lista di raccomandazioni non vincolanti per i settori dell’industria, quello energetico, l’edilizia residenziale e i trasporti. Per quest’ultimo settore, l’elenco prevede, in particolare: un abbonamento mensile unico, nazionale o regionale, valido per viaggi illimitati su tutti gli autobus interregionali e statali, oppure locali e regionali; un abbonamento annuale a tariffa fissa agevolata per incentivare l’uso quotidiano dei trasporti pubblici urbani; servizi di trasporto a chiamata nelle aree rurali; congelamento dei prezzi dei biglietti ferroviari (sostenuto con fondi pubblici); programmi di finanziamento per le ‘cargo bike’; investimenti in infrastrutture ciclabili e sistemi di car sharing; agevolazioni fiscali per l’acquisto o il possesso di veicoli a zero emissioni, applicabili alle auto aziendali; incentivi all’acquisto di veicoli elettrici a batteria e supporto per l’installazione di punti di ricarica presso edifici residenziali o sedi aziendali.

Per l’edilizia residenziale, le raccomandazioni più significative includono: prezzi temporanei regolamentati e mirati dell’energia per le famiglie vulnerabili e a basso reddito (tariffe sociali); riduzioni mirate, totali o parziali, delle accise sull’elettricità, sempre per le famiglie a basso reddito; incentivi fiscali mirati o sostegno finanziario per accelerare l’installazione di tecnologie pulite come batterie plug-in, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e finestre ad alte prestazioni energetiche; tariffe sociali e contributi aggiuntivi al fine di sostituire rapidamente le caldaie dei combustibili fossili; incentivi fiscali o sussidi per i consumatori che sostituiscono gli apparecchi di cottura a gas con apparecchi elettrici; divieto temporaneo di interruzione della fornitura di energia elettrica a causa del mancato pagamento; certificati e consulenze di prestazione energetica gratuiti.

Nella comunicazione, la Commissione annuncia inoltre diverse altre iniziative, tra cui la futura presentazione di una proposta per il riequilibrio degli oneri fiscali applicati nei diversi paesi al mercato elettrico, in modo che l’elettricità sia tassata a un livello inferiore a quello delle fonti fossili; un programma per il potenziamento delle reti elettriche e per l’elettrificazione dei settori industriale, dei trasporti e del riscaldamento, con la fissazione di un calendario di obiettivi da raggiungere; nonché altre misure per sostenere l’industria ad alta intensità energetica (compresa la già prevista revisione temporanea e mirata del quadro per gli aiuti di Stato).

Nel presentare il pacchetto in conferenza stampa, il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, un po’ a sorpresa, non ha abbassato i toni allarmistici usati nei giorni scorsi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz rischiano di provocare nel giro di alcune settimane una crisi degli approvvigionamenti di carburante in Europa, almeno nel settore dell’aviazione, ma ha anzi ribadito di condividere le raccomandazioni dell’Aie sulle misure necessarie per ridurre i consumi di energia, e ha ricordato l’analisi del direttore dell’Agenzia, Fatih Birol, secondo cui questa è la ‘più grande crisi energetica mondiale’, e per l’Europa in particolare le scorte di kerosene basterebbero per appena sei settimane. Il commissario ha sottolineato che, anche nella migliore delle ipotesi, se la guerra dovesse finire domani, le conseguenze sarebbero comunque risentite in Europa ancora per mesi, e in particolare ci vorrebbero ‘due anni per ricostituire la capacità di produzione distrutte del gas naturale liquefatto (Gnl) del Qatar’, e anche per il petrolio servirebbero ‘da due a quattro settimane’ per ritornare alla normalità.

Una posizione non proprio in linea con quella che era stata espressa e articolata il giorno prima, 21 aprile, da fonti comunitarie qualificate, in cui si insisteva sul fatto che non siamo (o comunque non siamo ancora) in presenza di un problema di sicurezza degli approvvigionamenti, ma solo di volatilità dei prezzi; e quindi, come aveva sottolineato in conferenza stampa sempre il 21 aprile il commissario ai Trasporti Apolostos Tzitzikostas, andrebbero evitati messaggi miranti a modificare il comportamento dei consumatori. Secondo il commissario, ‘non c’è bisogno, a questo punto, di intervenire nel modo in cui la gente vive e lavora’; non è il caso, insomma, di raccomandare il telelavoro almeno un giorno alla settimana, la riduzione dell’uso dell’auto o dei limiti di velocità, la limitazione dei viaggi aerei per il personale delle aziende e per gli impiegati pubblici. E in effetti le raccomandazioni di quel tipo, che erano incluse nelle prime bozze di ‘Accelerate EU’, sono state eliminate nella versione definitiva della comunicazione.

La prevalenza dell’una o dell’altra posizione ha evidentemente un impatto importante sulle misure che si considerano necessarie; la preoccupazione principale di Jorgensen sembra essere quella di non allentare la pressione, per poter convincere i governi dei Ventisette che servono misure immediate per quanto riguarda le capacità di raffinazione, le scorte minime di carburante (soprattutto di kerosene) negli Stati membri, la loro gestione coordinata e la loro eventuale condivisione nel casi in cui si arrivi effettivamente a una crisi manifesta degli approvvigionamenti. Il commissario all’Energia, quindi, ha evitato di dare una stima sul margine di sicurezza di cui dispongono effettivamente i paesi dell’Ue con le loro scorte di kerosene (sia quelle ‘commerciali’ detenute dalle compagnie aeree, che quelle d’emergenza gestite dalle autorità nazionali). Un margine che in realtà, a quanto si apprende a Bruxelles, potrebbe arrivare fino a sei mesi, molto di più delle sei settimane prospettate da Birol.

Fonti comunitarie hanno rilevato che le previsioni del direttore dell’Aie si riferivano non alla sola Ue, ma a tutto il continente europeo (che comprende anche grandi paesi con forte fabbisogno e senza una significativa capacità di produzione interna di kerosene, come il Regno Unito e la Turchia) e probabilmente solo alle sole scorte commerciali, e non anche a quelle d’emergenza. Su questo punto specifico, Jorgensen si è limitato a confermare che, come prevede la comunicazione ‘Accelerate EU’, verrà creato un nuovo ‘Osservatorio europeo’ per il monitoraggio delle forniture, che raccoglierà e pubblicherà tutti i dati sulla capacità di raffinazione, l’import, l’export e la redistribuzione dei carburanti nell’Ue. E a questo punto il commissario ha anche osservato che ‘i cittadini sono molto preoccupati per l’estate’, quasi per rimarcare il suo diverso punto di vista rispetto al collega Tzitzikostas, che aveva invece invitato i turisti a viaggiare in Europa, ‘il luogo più sicuro e stabile da visitare quest’estate’. Tra l’altro, Il commissario ai Trasporti aveva anche puntualizzato che, in caso di cancellazione di voli da parte delle compagnie aeree in Europa a causa dei rincari dei carburanti, i viaggiatori avrebbero diritto non solo al rimborso del biglietto, ma anche a compensazioni a titolo di risarcimento. Le compensazioni non si applicherebbero, invece, se vi fosse davvero una crisi degli approvvigionamenti di kerosene, perché in quel caso si tratterebbe di cause di forza maggiore, indipendenti dalla volontà degli operatori.

Con ‘Accelerate EU’, la Commissione propone cinque aree di intervento: 1) aumentare il coordinamento tra gli Stati membri (in particolare sulla gestione degli stoccaggi dei carburanti e delle capacità di raffinazione), sia all’interno del mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili; 2) sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori e dell’industria dai picchi di prezzo; 3) ridurre e sostituire con altre fonti il consumo di petrolio e gas; 4) promuovere l’elettrificazione, l’energia verde e i gas puliti di produzione locale nei consumi; 5) incentivare gli investimenti mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione. Il vicepresidente Esecutivo italiano della Commissione, Raffaele Fitto, responsabile per la Politica di coesione, ha sintetizzato i contenuti del pacchetto in un post sui social media, in cui ha scritto: ‘Abbiamo approvato un pacchetto di misure sull’energia per affrontare la grave crisi in corso. La Commissione apre a soluzioni concrete e flessibili. Il pacchetto combina misure immediate e interventi strutturali di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai mercati fossili volatili e rafforzare la resilienza europea attraverso energia pulita prodotta in Europa ed elettrificazione, utilizzando al meglio le risorse già disponibili’, compresi i fondi di coesione, ‘per garantire interventi rapidi ed efficaci’.

Le azioni principali del pacchetto, secondo Fitto, sono: il ‘coordinamento tra Stati membri nell’uso delle riserve e nei rapporti con i fornitori, con misure per massimizzare la capacità di raffinazione e aumentare la produzione di biocarburanti sostenibili’; la ‘protezione di consumatori e imprese dai picchi dei prezzi’ con ‘sostegni mirati al reddito, incentivi fiscali, voucher energetici e leasing sociale”; una lista di ‘misure per il risparmio energetico e l’efficienza’ che sarà presentato a inizio maggio; ‘una accelerazione della transizione verso l’energia pulita domestica’, con ‘piani per l’elettrificazione, lo sviluppo del biometano e dell’idrogeno rinnovabile, il sostegno a tecnologie come veicoli elettrici, pompe di calore e sistemi di accumulo’; il ‘rafforzamento delle reti e dei sistemi energetici, con investimenti nelle infrastrutture, la piena attuazione della legislazione vigente e nuove proposte su tariffe e tassazione per ridurre i costi nel tempo’. Sono previsti inoltre ‘un aumento degli investimenti pubblici e privati’, con un’migliore utilizzo dei fondi europei (Pnrr e Coesione), la semplificazione delle regole, la modernizzazione dell’Ets (il mercato europeo dei permessi di emissione, ndr) e nuovi strumenti finanziari a sostegno della transizione’.

‘La situazione geopolitica attuale ci ricorda con urgenza che accelerare la transizione verso un’energia pulita, sicura e accessibile è un imperativo tanto economico quanto di sicurezza. La Commissione accompagnerà gli Stati membri in ogni fase di questo percorso’, è la conclusione di Fitto. Non proprio coincidente con quella del governo italiano, che insiste invece per mettere in pausa, annacquare o smantellare del tutto il sistema Ets, lo strumento principale della transizione energetica nell’Ue.

Sempre riguardo al dibattito in Italia, durante la conferenza stampa del 22 aprile Jorgensen ha dato una risposta nettissima alla domanda di un giornalista sulle posizioni espresse non dal governo, ma dai vertici della Lega, di Confindustria e dell’Eni a favore di una ripresa delle importazioni di gas dalla Russia: ‘A mio parere – ha affermato il commissario – sarebbe un grave errore, e la decisione della Commissione è molto molto chiara: no, non importeremo più una sola molecola di energia russa in futuro. Perché? Perché Putin utilizzerebbe l’energia contro gli Stati membri. Perché Putin usa l’energia per ricattare gli Stati dell’Unione europea e perché se comprassimo questa energia lo aiuteremmo indirettamente a sostenere la guerra contro i nostri amici in Ucraina. Quindi sarebbe un terribile errore, e noi non cambieremo i nostri piani’.

Da notare, infine, la risposta che ha dato la Commissione alla richiesta dell’Italia e di altri quattro paesi (Germania, Spagna, Portogallo e Austria, a cui ultimamente si è aggiunto anche il Belgio) di tassare le compagnie energetiche per gli extra profitti (‘windfall tax’) che stanno facendo a seguito dei rincari dei prezzi causati dalla guerra in Medio Oriente e dal blocco di Hormuz. La richiesta, avanzata formalmente il 3 aprile con una lettera dei ministri economici dei cinque paesi al commissario europei al Clima, Wopke Hoekstra, perorava un’iniziativa della Commissione per sviluppare questo strumento a livello Ue, come era stato fatto durante la crisi energetica del 2022 seguita all’invasione russa dell’Ucraina. La risposta di Bruxelles è che gli Stati membri sono liberi di adottare delle ‘windfall tax’ nazionali se vogliono, se necessario anche con l’assistenza della Commissione, ma niente di più. Anche perché una proposta fiscale a livello europeo richiederebbe l’approvazione unanime dai governi degli Stati membri, che non sarebbe affatto scontata.

Nel settembre 2022, la Commissione aveva proposto un’imposta temporanea a livello europeo sugli extra profitti delle aziende del settore dei combustibili fossili (chiamata ‘contributo temporaneo di solidarietà’), che poi era stata formalmente adottata nell’ottobre 2022, e aveva generato circa 28 miliardi di euro per il 2022 e 2023. Secondo l’Ong ‘Transport and Environment’, solo le compagnie petrolifere avrebbero già accumulato 24 miliardi di euro nel 2026.

Di Lorenzo Consoli e Alberto Ferrarese

[Misure volontarie suggerite ai governi; le divergenze tra i commissari|PN_20260426_00009|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/04/20260426_110318_990D1306.jpg |26/04/2026 11:03:28|Energia, le raccomandazioni della Commissione Ue contro la crisi|Energia|Politica, Europa Building]

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