1 maggio, sindacati quest’anno insieme a Marghera ma divisi sul decreto lavoro
Roma, 30 apr. (askanews) – Nel 2025 i leader di Cgil, Cisl e Uil celebrarono il primo maggio in tre città diverse: Maurizio Landini a Roma ai Fori Imperiali; Daniela Fumarola a Casteldaccia (Palermo); Pierpaolo Bombardieri a Prato. Lo slogan fu “Uniti per un lavoro sicuro”. Quest’anno, i segretari generali delle tre confederazioni si ritroveranno sullo stesso palco a Marghera (Venezia) per un “Lavoro dignitoso” e per la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali. Un’unità, però, solo apparente. I sindacati sono infatti divisi, a partire dal giudizio sul decreto lavoro varato martedì dal consiglio dei ministri.
Promosso da Cisl e Uil, critiche al provvedimento sono invece arrivate dalla Cgil. Rispetto a un anno fa, il dato nuovo è che non c’è più l’asse Cgil-Uil. Il tempo degli scioperi e delle manifestazioni indette dalle due confederazioni è alle spalle. I segnali di un cambio di strategia della Uil c’erano già stati in occasione dei referendum su lavoro e appalti promossi dalla Cgil. Linea, quella dettata da Bombardieri e dalla sua segreteria, diventata ancora più chiara nel confronto con il Governo sull’ultima legge di bilancio, che ha accolto una delle richieste della Uil: la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.
Bombardieri si è dichiarato “molto soddisfatto” per il decreto primo maggio “perché, per la prima volta, c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto, il salario dignitoso, con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fumarola: “E’ un risultato importante. Conferma ancora una volta che la buona contrattazione, che è quella che copre circa il 95% dei lavoratori, è quella da prendere come riferimento”. Di diverso avviso Landini, sottolineando che “i soldi del decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.
Intervenendo a Pontedera all’inziativa dell’Unione industriale pisana alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Marina Calderone ha sottolineato che “il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la coesione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro Paese. L’obiettivo e cuore delle nostre politiche è la qualità del lavoro. I numeri dell’occupazione e della disoccupazione in Italia ci spingono a guardare oltre i risultati raggiunti. Non ci basta infatti che il lavoro esista, che l’occupazione aumenti e la disoccupazione diminuisca. Il lavoro deve essere regolare e sicuro – ha aggiunto il ministro del Lavoro – deve essere capace di sostenere lo sviluppo e, al tempo stesso, garantire condizioni adeguate a chi lo svolge”.
Il programma del primo maggio dei sindacati prevede appuntamenti e centinaia di iniziative locali. Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera. Tra le città più importanti si segnalano Milano, dove ci sarà un corteo da corso Venezia fino a piazza della Scala; Torino con il corteo sindacale da corso Cairoli a piazza Castello; Napoli con la manifestazione unitaria in piazza Municipio; Portella della Ginestra (Palermo), luogo simbolo della memoria e delle lotte del lavoro dove quest’anno si commemora il 79esimo anniversario della strage. La giornata sarà caratterizzata anche dal tradizionale concertone in piazza San Giovanni a Roma.
