Prandini a Comm. Ue Varhelyi: serve alleanza su codice doganale
Roma, 30 apr. (askanews) – “Serve un’alleanza strategica europea per estendere l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea e riformare l’attuale codice doganale. L’Ue deve arrivare a un elemento di trasparenza, dando la possibilità ai cittadini di non essere ingannati e di sapere esattamente quello che acquistano in modo libero, trasparente, legato a quella che è la provenienza del cibo proveniente dai vari stati membri”. Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’incontro a Palazzo Rospigliosi rivolgendosi al Commissario europeo alla Salute OIiver Varhelyi.
Prandini, assieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha consegnato al Commissario un maxi “assegno” a simboleggiare il milione di firme raccolte e le 2103 delibere tra Regioni, Province, Anci e Comuni italiani per tutelare trasparenza e salute con l’etichettatura d’origine obbligatoria sui cibi in commercio in Europa e la riforma del Codice doganale.
“La nostra visione sulla qualità degli alimenti non riguarda solo gli interessi del settore agricolo – ha continuato Prandini – ma la tutela della salute dei cittadini, dei bambini e la riduzione dei costi sanitari pubblici, oltre al miglioramento complessivo della qualità della vita. La nostra battaglia è trasversale condivisa da tutte le regioni d’Italia e dall’Anci oltre che dai consumatori. E’ altrettanto importante dunque una politica europea legata a un elemento: le mense pubbliche a partire da quelle scolastiche, dove, sotto questo punto di vista, noi dobbiamo portare il miglior cibo che possiamo offrire ai nostri ragazzi e alla nostra popolazione, così come all’interno delle aziende ospedaliere”.
Al centro del confronto anche la questione dei limiti massimi di residui ammessi in Europa. Il segretario generale di Coldiretti Gesmundo ha sottolineato a Varhelyi come sia “venuto anche il momento di revisionare tali limiti che nel corso del tempo sono stati spesso aggiustati al rialzo sotto la spinta di esigenze commerciali, come nel caso del glifosato, molecola erbicida che sempre più studi indicano come dannosa per la salute umana”.
“Il sistema sanitario non è più sostenibile senza un cambio di paradigma – ha aggiunto Antonio Gasbarrini, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Aletheia e direttore Scientifico Fondazione Policlinico Gemelli Irccs – Una quota significativa delle malattie croniche è legata agli stili di vita e, in particolare, all’alimentazione, indicata come principale fattore modificabile. circa la metà delle patologie croniche in Europa è attribuibile a una dieta non equilibrata”.
Nel ricordare che “l’alimentazione salutare è prevenzione” Gasbarrini ha richiamato il “contributo dell’ecosistema agroalimentare e il valore della produzione agricola come parte integrante della salute pubblica”. A supporto della sua riflessione, il professore ha citato esempi, come i taralli, legati alla differenza tra alimenti a composizione semplice e prodotti industriali complessi, evidenziando come i primi siano soggetti a naturale degradazione mentre i secondi presentino una stabilità molto elevata, anche in assenza di processi biologici di decomposizione.
