Western Australia, dove il vino diventa viaggio
Milano, 30 apr. (askanews) – In Western Australia il viaggio può cominciare da un bicchiere. Da Perth si scende verso Margaret River, tra oceano e foreste, oppure si risale il fiume Swan fino alla valle vinicola più antica dello Stato. Il vino, qui, serve anche a orientarsi: porta dentro paesaggi vasti, storie agricole nate per intuizione, tavole affacciate sull’acqua e cantine diventate, nel tempo, mete di viaggio.
La prima rotta conduce a Margaret River, poco più di tre ore da Perth lungo la Forrest Highway o seguendo la strada costiera. La regione conta oggi oltre cento cantine, più di 65 aziende con cinque stelle nella classificazione di James Halliday, Cabernet Sauvignon e Chardonnay come vitigni simbolo. La sua fama internazionale parte da quei due nomi, ma la scena è cresciuta: più varietà, più cucina, più voglia di trasformare l’assaggio in esperienza.
All’origine c’è una storia che sembra presa da un romanzo agricolo. Negli anni Sessanta John Gladstones, agronomo e ricercatore, studiava il sud-ovest australiano guardando soprattutto ai lupini da foraggio. Analizzando clima, suoli, piogge e venti, capì che Margaret River aveva condizioni ideali per la viticoltura. La vite arrivò quasi di traverso, come capita alle intuizioni migliori.
Gladstones convinse Kevin Cullen e la moglie Diana a cambiare i piani della loro proprietà a Wilyabrup: meno lupini, più vigne. Nel 1966, durante un incontro a Busselton, quell’idea cominciò a circolare tra agricoltori e pionieri locali. Nel giro di pochi anni presero forma cantine poi diventate nomi di riferimento, da Vasse Felix a Cape Mentelle, da Moss Wood a Cullen Wines.
La parte più curiosa riguarda i protagonisti. Tom Cullity, Kevin Cullen e Bill Pannell erano medici. Arrivarono al vino con uno sguardo pratico, sperimentale, abituato a osservare prima di decidere. Oggi Margaret River pesa poco sulla produzione nazionale di uva, ma rappresenta circa il 20% del vino premium australiano. Il nome di Gladstones è rimasto inciso anche nel territorio: il confine orientale ufficiale della regione vinicola si chiama ancora “Gladstones Line”.
Nel 2026 questa storia tornerà anche in forma di festival. Pair’d Margaret River Region, appuntamento dedicato a vino, cucina e musica, è in programma dal 19 al 22 novembre. L’edizione 2025 ha registrato oltre trenta eventi sold out. Cantine, chef, produttori e luoghi simbolici della regione costruiscono un calendario pensato per viaggiatori che cercano tempo, tavola e paesaggio nello stesso itinerario.
La seconda rotta cambia passo e si avvicina alla città. La Swan Valley dista circa 25 minuti da Perth ed è la regione vinicola più antica del Western Australia: le prime viti furono piantate nel 1829. Si raggiunge anche in crociera fluviale dalla capitale, lungo il fiume Swan. Per chi arriva dall’Europa, abituato a cantine disperse tra colline e strade secondarie, salire su un battello in città e scendere in una valle del vino ha già il sapore della deviazione riuscita.
La Swan Valley raccoglie più di 40 cantine, dieci birrifici, cinque distillerie, tre sidrerie, una meadery dedicata all’idromele, mercati e studi d’arte. In tutto, oltre 150 luoghi da esplorare. Il percorso può fare a meno dell’auto: battelli panoramici, calessi trainati da cavalli, berline d’epoca con autista. Qui il turismo ha un passo più immediato rispetto a Margaret River, adatto anche a una giornata rubata a Perth.
Tra le tappe spiccano Talijancich Wines, legata a una famiglia croata arrivata alla viticoltura negli anni Venti; The House of Honey & Meadery, con miele artigianale e idromele; Harris Organic Wines, cantina biologica certificata della valle guidata da Duncan Harris; e Mandoon Estate, dove vino, birra artigianale, ristorante, deli gourmet e galleria d’arte convivono lungo il fiume.
Margaret River e Swan Valley offrono due modi diversi di leggere il Western Australia attraverso il gusto. Una ha il passo lungo dell’oceano, delle foreste, delle cantine nate da una scommessa agricola. L’altra vive accanto a Perth, più accessibile, quasi domestica. Tra una e l’altra, il viaggio passa dal bicchiere alla strada, dalla tavola al paesaggio. E il Western Australia, invece di limitarsi a farsi guardare da lontano, si lascia assaggiare.
