Spoletolistica 2026: tre giorni di scienza e coscienza nel cuore dell’Umbria
Roma, 12 mag. (askanews) – SpoletOlistica conferma la vocazione di Spoleto (PG) come capitale del dialogo tra scienza e spiritualità: si è conclusa domenica 10 maggio al Complesso Monumentale di San Nicolò, la seconda edizione del festival dedicato ad “Acqua, Frequenze, Musica e Coscienza”, che ha esplorato – in chiave olistica e multidisciplinare, contro il riduzionismo cartesiano – una visione dei sistemi biologici come entità interconnesse e dinamiche. Al centro delle ricerche presentate: le molecole biologiche non solo soltanto unità biochimiche, ma vibrano nello spazio-tempo, comunicano per risonanza e generano biofotoni, particelle di luce portatrici di informazione, dando origine a un codice morfogenetico – fatto di segnali vibrazionali, elettrici ed elettromagnetici – in grado di guidare la capacità delle cellule di auto-ripararsi e la struttura anatomica dei viventi. Si aprono così nuove prospettive sulla medicina rigenerativa e sulle future applicazioni per malattie cardiache, neurologiche, metaboliche come il diabete, ottiche, e si ridefinisce il modo in cui pensiamo il corpo, la malattia e la cura.
Viviamo immersi in segnali, onde, frequenze. Eppure siamo stati educati a pensare la realtà come fatta di oggetti separati, statici, solidi. La scienza contemporanea mostra un’immagine diversa: le cellule comunicano per risonanza; l’acqua è una sostanza vivente, che potrebbe essere alla base dei processi viventi, capace di trattenere informazioni e generare energia; la coscienza precede la materia. È su questi orizzonti che si sono confrontati, per tre giorni, 9 relatori internazionali e 5 ospiti speciali tra cui il biologo Carlo Ventura, il fisico Roberto Germano e il giornalista Matteo Gracis – seguiti da duecento partecipanti appassionati e partecipi e altri 50 in streaming – in 14 conferenze, workshop e un talk show finale. Un ecosistema multidisciplinare che ha intrecciato biologia, fisica quantistica, filosofia, medicina integrata, psicologia, musica e spiritualità, esplorando geni che si modulano attraverso nutrizione e stile di vita, cuore non solo come pompa biologica, ma luogo di identità e di coscienza sede – come confermato dai trapianti che trasferiscono memorie ed emozioni – , l’entanglement quantistico come chiave di lettura del vivente, e la via della resistenza gioiosa: ribellarsi e amare per essere vivi.
Martedì 19 maggio alle ore 20.30, sul canale YouTube del festival (youtube.com/@spoletolistica), Federico Faggin, inventore del microprocessore moderno e del touchscreen e protagonista del documentario RAI “Federico Faggin, l’uomo che vide il futuro” (2025), realizzato da Marcello Foa, sarà protagonista di una live esclusiva. Partendo dal suo ultimo libro “Oltre l’invisibile”, esplorerà la sua visione sulla natura della coscienza, in una conversazione che rappresenta la prosecuzione ideale del percorso avviato a Spoleto.
“Siamo profondamente grati a tutti coloro che hanno reso possibile questa edizione: ai relatori, agli ospiti, al pubblico – in presenza e in streaming – e a chiunque abbia creduto in questo progetto. Vedere SpoletOlistica crescere, dopo la prima edizione, ci conferma che il bisogno di uno spazio in cui scienza e coscienza possano finalmente dialogare, creando ponti tra loro, è reale e sentito. Spoleto ci ha accolti con la sua bellezza e la sua storia, e noi abbiamo cercato di esserne all’altezza. Portiamo a casa la certezza che qualcosa si è mosso, nelle persone, nelle conversazioni, nel modo di guardare la realtà, in uno spazio di confronto aperto e multidisciplinare, creando maggiore consapevolezza. E non vediamo l’ora di continuare”. Così dichiarano Elisabetta Severini, direttore creativo e art director dell’evento, e Francesco Liberati, direttore organizzativo, accompagnati sul palco da Alex Cole, musicista e motivatore spirituale.
Tra i vari momenti, la conferenza di Carlo Ventura – medico, già professore ordinario di Biologia Molecolare all’Università di Bologna, direttore INBB-Eldor Lab, oltre 150 pubblicazioni scientifiche — , che ha portato sul palco la sua visione rivoluzionaria sulla composizione delle cellule come come nodi di una rete vibrazionale e luminosa capace di percepire, memorizzare e trasformare informazione. Prima del festival, Ventura ha dialogato in una live pre-evento con il chirurgo Gino Rigotti, pioniere della chirurgia plastica rigenerativa: il tessuto adiposo autologo, reinnestato in zone danneggiate dalla radioterapia, non ripristina solo il volume ma rigenera attivamente i tessuti, eliminando dolore e lesioni, con esiti positivi nel 90% dei casi. La tecnica si è evoluta fino alla ricostruzione mammaria senza protesi. Il segreto, spiega Ventura, è l’intelligenza collettiva del tessuto integro: cellule staminali, macrofagi e telociti nel loro microambiente trasmettono al tessuto ricevente un vero software biologico di guarigione. Ventura ha anche ideato la Lipobank -startup italiana unica al mondo- per crioconservare il tessuto adiposo e riutilizzarlo in procedure ambulatoriali, con applicazioni future su cuore, midollo spinale e piede diabetico.
Scienza, coscienza e frontiere del sapere: gli altri protagonisti. Il programma si è articolato in tre giornate tematiche con contributi di ampio respiro. Giorgio Terziani, imprenditore e divulgatore scientifico, ha aperto con la rivoluzione epigenetica; Roberto Germano, fisico e fondatore della start-up Oxhy, ha illustrato la struttura bifasica dell’acqua come fondamento dei processi bioenergetici; Patrick Costamagna, dottore in scienze psicologiche, ha esplorato le memorie dell’acqua e il suo ruolo nella coscienza prenatale; Jérôme Benveniste, scienziato dell’ESA e oceanografo, ha portato avanti l’eredità del padre Jacques sulla memoria dell’acqua; Corrado Malanga, chimico, ha tracciato la struttura matematica della coscienza e dell’Universo attraverso i numeri primi; Filippo Biondi, ingegnere, l’ha approfondita attraverso la Trasformata di Fourier; Massimo Citro, medico e ricercatore, ha presentato il suo ultimo libro esplorando il confine tra fisica quantistica, filosofia e spiritualità: una riflessione sul limite della percezione sensoriale e sullo scientismo riduzionista, sostenendo il potere della nostra intenzione di creare la realtà; Chiara Legnano, filosofa, ha parlato del cuore come antenna di frequenze invisibili e di una morte che non esiste; Michele Guandalini, psicologo e psicoterapeuta, ha indagato l’ipnosi come porta verso dimensioni dell’anima oltre il presente; Lorenzo Coladonato, direttore d’orchestra, ha riaperto il dibattito sulle frequenze della musica, 440 Hz contro 432 Hz; Matteo Gracis, giornalista indipendente, in collegamento da remoto, ha portato la sua visione di una resistenza gioiosa, fatta di ribellione e amore.
Presenti al festival Roberta Giallo, cantautrice, filosofa e performer, e di Franca Maria Impallari De Granet, docente, documentarista e ricercatrice olistica, con il suo docufilm Amare sull’onda del risveglio e Mirella Santamato, giornalista, docente, scrittrice e poeta, che ha presentato la sua ultima opera letteraria “Il saggio cinese e la donna velata” .
A completare il programma, sei workshop esperienziali a numero chiuso – Qi Gong (Carla Nardi) , Danze dei 5 Ritmi (Olivia Olla Palmer), ipnoterapia di gruppo (Michele Guandalini), T-Building e architettura evolutiva (Caterina Locati), coscienza prenatale e acqua (Patrick Costamagna)- che hanno offerto ai partecipanti un’esperienza diretta, corporea e trasformativa.
Con questa seconda edizione, SpoletOlistica consolida la propria identità come spazio di incontro tra scienza, coscienza e spiritualità, avviando un movimento culturale e divulgativo che punta a raggiungere un pubblico sempre più vasto e consapevole, nazionale e internazionale.
