Aggressioni a sanitari e forze dell’ordine: il consiglio Valle respinge la proposta di obbligatorietà della costituzione di parte civile
Consiglio Valle
POLITICA & ECONOMIA
di Thomas Piccot  
il 20/05/2026

Aggressioni a sanitari e forze dell’ordine: il consiglio Valle respinge la proposta di obbligatorietà della costituzione di parte civile

Il testo ha ricevuto 9 voti favorevoli, mentre 26 consiglieri si sono astenuti

È stata respinta la proposta della Lega di rendere obbligatoria la costituzione di parte civile della Regione nei procedimenti penali per aggressioni a personale sanitario, delle forze dell’ordine e armate, scolastico, dei vigili del fuoco e dei volontari di protezione civile. In aula sono arrivate 26 astensioni e 9 voti favorevoli.

Il consiglio Valle respinge la proposta della Lega

A votare a favore sono stati i consiglieri di Lega, Fratelli d’Italia, La Renaissance e Autonomisti di Centro.«La nostra proposta persegue un obiettivo politico e giuridico netto – ha spiegato Andrea Manfrin -. Sancire l’obbligo per la Regione di costituirsi automaticamente parte civile nei procedimenti penali relativi ad aggressioni commesse nel territorio regionale a danno di categorie di lavoratori che svolgono funzioni pubbliche essenziali, come le forze dell’ordine ma non solo».

Manfrin: «Il sostegno delle istituzioni non può essere condizionato»

Il capogruppo del Carroccio ha poi aggiunto altri particolari. «Se lasciamo la costituzione in giudizio alla valutazione politica del momento, quello che trasmettiamo è che il sostegno delle istituzioni è condizionato: non può essere così – ha detto ancora -. Nel 2024, in Italia si sono contate 2695 aggressioni fisiche ad agenti o operatori di polizia durante i controlli su strada; in Valle d’Aosta non facciamo eccezione. Riguardo al personale sanitario, in Valle d’Aosta nel 2025 si sono registrate 29 aggressioni con 48 operatori coinvolti. Ma ci sono anche gli autisti del servizio pubblico, così come la scuola, i vigili del fuoco e la Protezione civile. Ecco perché è necessario approvare questa legge, come già fatto in Abruzzo, e fare in modo che i fondi recuperati vengano messi a disposizione di chi viene colpito, così come investiti in progetti di prevenzione e promozione della legalità».

Bellora: «Proposta di buon senso e civiltà a costo zero»

A intervenire è stato anche Corrado Bellora.

«La principale obiezione che viene sollevata su questa legge è l’obbligatorietà della costituzione in giudizio della parte civile – ha sottolineato -. Si tratta di un falso problema perché la parte civile che si è costituita in giudizio non è costretta a concludere nel caso in cui ritenga che la prova della penale responsabilità non sia stata raggiunta o il fatto non sia lesivo dell’interesse di cui è portatrice. Inoltre, la Regione può costituirsi parte civile per aggressioni ai danni di soggetti che non siano propri dipendenti, in quanto titolare di un interesse pubblico alla sicurezza del territorio. Si tratta, quindi, di una proposta di buon senso e di civiltà a costo zero: non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, essendo l’avvocatura regionale già strutturata per gestire tali costituzioni senza ulteriori costi per l’amministrazione».

(t.p.)

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