Concessioni idroelettriche: sì alla norma, ora al lavoro per una legge
L'aula del Consiglio Valle
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 20/05/2026

Concessioni idroelettriche: sì alla norma, ora al lavoro per una legge

La Regione, entro dodici mesi, è chiamata a licenziare una legge regionale destinata a disciplinare le modalità e le procedure di assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche

Concessioni idroelettriche: sì alla norma, ora al lavoro per una legge.

Lo schema di decreto legislativo su ”Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste in materia di concessioni di derivazione d’acqua” è stato accolto con favori da tutti i componenti del Consiglio Valle.

La Regione, entro dodici mesi, è chiamata a licenziare una legge regionale destinata a disciplinare le modalità e le procedure di assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche. In quella sede si definiranno i criteri di ammissione, requisiti tecnici, finanziari e organizzativi, valorizzazione del demanio idrico, canoni, misure ambientali, compensazioni territoriali, clausole sociali e modalità di gestione delle procedure.

Il dibattito

Aggravi, attenti alla prelazione

Per Stefano Aggravi (Ac) «il tema non può essere affrontato con superficialità. Avere uno schema non significa necessariamente avere un sistema efficiente e stabile. Il settore idroelettrico si muove in un equilibrio delicato tra regole europee, nazionali e di mercato. Sul tema della prelazione invito tutti a leggere quanto sta accadendo sulla gara per il rinnovo della nuova concessione cinquantennale di Autostrada del Brennero (A22)».

Ricordiamo che si va avanti con la gara ma senza il diritto di prelazione. La decisione è del Mit dopo i rilievi mossi dall’Unione europea.

In conclusione Aggravi ha detto: «È un passaggio utile e necessario. Rafforza il quadro entro il quale la Regione potrà esercitare le proprie competenze. Offre strumenti che dovranno essere utilizzati con prudenza. Apre possibilità, ma non elimina i vincoli. Riconosce spazi di autonomia, ma impone alla Regione una responsabilità significativa nella fase attuativa. Il vero lavoro inizia adesso. Occorrerà predisporre una legge regionale solida, tecnicamente curata, coerente con il diritto europeo e nazionale, ma anche capace di valorizzare (per quanto possibile) le nostre peculiarità. Occorrerà costruire un modello che consenta alla Valle d’Aosta di governare una risorsa strategica con serietà, competenza e visione di lungo periodo».

Jordan, nodo strategico

Corrado Jordan (UV) ha sottolineato: «è uno dei nodi strategici più complessi oggi in Italia. Il vincolo di mettere a gara le concessioni idroelettriche legato ai fondi del Pnrr si è scontrato con le esigenze delle Regioni e delle imprese. Le concessioni non devono essere trattate come mera questione burocratico-amministrativa ma come scelta strategica della politica energetica nazionale. Dobbiamo lavorare per assicurare i rinnovi diretti delle concessioni a fronte di importanti investimenti pluriennali».

Martinet, legge fondamentale

Per Michel Martinet (UV): «Ora bisogna lavorare su una legge importante, forse la più importante per i prossimi 40 anni, che può portare sviluppo e benessere economico. Tocca a noi lavorare all’interno dei confini che ci sono stati riconosciuti con questa norma di attuazione».

Marquis, merito di FI

Per il capogruppo di FI Pierluigi Marquis: «è un tema strategico e prioritario per la Valle d’Aosta del futuro. È un testo che recepisce tutte le regole previste dal contesto giuridico. L’in house rimaane una delle possibilità. Non era scontato fosse inserito nella norma di attuazione». Poi Marquis rivendica a FI il risultato, scatenando le reazioni degli avversari politici.

Guichardaz, l’acqua è di tutti i valdostani

Il capogruppo del Pd-Fp Jean-Pierre Guichardaz, annunciando il sì, ha detto: «Parliamo di uno schema di decreto legislativo che permette alla Valle d’Aosta di esercitare davvero le proprie prerogative statutarie in un contesto europeo e nazionale sempre più complesso».

Ha tuonato in aula: «Non vorrei che le prerogative della Regione diventino strumenti di scambio politico. Le norme di attuazione ci spettano. Le acque non appartengono a una maggioranza, le concessione non appartengono all’Uv e a Forza Italia ma a tutti i valdostani».

Torrione, mantenuto il punto D

Il consigliere Eugenio Torrione (Avs) ha commentato: «Non abbiamo remore. Lo schema è positivo perché si è mantenuto il punto D che prevede le concessioni a società a totale controllo pubblico, costituite per soddisfare preminenti interessi generali connessi alla produzione dell’energia nel territorio regionale. Con la legge ci giocheremo il futuro. Il Consiglio deve fare politica con un approccio condiviso per arrivare a una sintesi».

Lattanzi legge di responsabilità

Per Massimo Lattanzi (FdI): «Oggi si inizia un percorso che ci porterà alla stesura di una legge. La storia la fanno le comunità che si uniscono e vanno verso il progresso. Da soli non si va da nessuna parte. Tutti abbiamo una grande responsabilità verso i valdostani nello stilare la legge».

Perron in house danno per la Regione

Per Simone Perron (Lega): «Su questo tema si è già dibattuto molto. Ribadiamo il no sulla soluzione in house, tecnicamente infattibile e politicamente sblagliata e sarebbe un danno per la Regione, sarebbe la fine degli utili che la Regione ha grazie alla Cva. Capiremo a chi piace vendere delle soluzioni fumose come chi propone il 50% di sconto in bolletta».

Carrel, i tempi stringono

Il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha espresso voto favorevole, affermando: «Dodici mesi non sono tanti, così come il 2029, anno di scadenza delle concessioni, è ormai alle porte. Siamo preoccupati perché il tempo stringe e la situazione politica che si è creata non facilita il percorso. Ora dobbiamo lavorare nell’interesse delle acque valdostane, che rappresentano la risorsa più preziosa della Valle d’Aosta».

M.Viérin, possibile deroga

Per il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, «sarà fondamentale la legge specifica che dovremo approvare entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto. A questo proposito, la creazione di una in house sembra la strada più difficile da concretizzare perché assoggettata a molti vincoli. Inoltre, la situazione potrebbe anche modificarsi nei prossimi mesi, con l’avvento di una deroga statale o di un accordo Stato-Unione europea, che potrebbe agevolare le nostre decisioni sulle concessioni idroelettriche».

Marguerettaz, ipotesi quarta via

Così il capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz: «Non si tratta però di un punto di arrivo, ma della prosecuzione di un percorso già iniziato: gli uffici regionali stanno elaborando diverse ipotesi per la futura riassegnazione delle concessioni, che dovranno poi essere confrontate con gli indirizzi politici. Se in futuro vi sarà la possibilità di prevedere proroghe delle concessioni legate a nuovi investimenti – la cosiddetta “quarta via” richiamata dal Ministro Foti – questa norma di attuazione non lo impedirà e l’Amministrazione regionale farà le sue valutazioni».

Gli elementi cardine dello schema

La Regione può assegnare le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche:

a) a operatori economici, comprese le società a partecipazione o controllo pubblico anche totalitari, individuati attraverso l’espletamento di gare, con procedure di evidenza pubblica;

b) a società a capitale misto pubblico-privato, nelle quali il socio privato è scelto mediante procedure di evidenza pubblica;

c) mediante forme di partenariato pubblico-privato;d) a società a totale controllo pubblico, costituite per soddisfare preminenti interessi generali connessi alla produzione dell’energia nel territorio regionale, nel rispetto di quanto previsto dal diritto dell’Unione europea per l’affidamento a società in house. Nel caso di affidamento in house la Regione adotta il provvedimento di assegnazione della concessione sulla base di una qualificata motivazione che dia espressamente conto della scelta effettuata e delle ragioni del mancato ricorso alle modalità di affidamento di cui alle lettere a), b) e c) del presente comma.

4. Il canone relativo alle concessioni di grandi derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico è determinato, secondo quanto previsto dalla legge regionale di cui al comma 1, tenendo conto della potenza nominale media di concessione e della produzione degli impianti.

5. Nelle concessioni di grandi derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico, i concessionari hanno l’obbligo di fornire annualmente e gratuitamente alla Regione per servizi pubblici e categorie di utenti determinati con la legge regionale di cui al comma 1, 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione con le modalità stabilite dalla Regione.

(da.ch.)

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