Cnr, Bernini: in legge Bilancio 61 mln per stabilizzare precari
Roma, 20 mag. (askanews) – Il governo intende stabilizzare i precari del Cnr che abbiano i requisiti e in legge di Bilancio sono previsti 61 milioni strutturali a tale scopo. Lo ha detto il ministro per l’Università e la ricerca, Anna Maria Bernini durante il question time alla Camera.
“Il nostro obiettivo – ha detto Bernini – è quello di dare garanzie di procedure di stabilizzazione a tutti coloro che abbiano i requisiti per poter essere stabilizzati. Le procedure per l’utilizzo delle risorse stanziate dalle ultime leggi di bilancio, peraltro, non sono solo quelle che tenevano conto dei milioni e meritevolmente allocati dallo stesso parlamento. Noi abbiamo con legge di Bilancio già predisposto per produrre risultati concreti ulteriori procedure e approfitto proprio di questa interrogazione per richiamare un intervento che per il CNR farà la differenza, ovvero il piano di valorizzazione dei ricercatori introdotto dall’ultima legge di bilancio, un piano che – ha ricordato Bernini – riguarda tutti gli enti pubblici di ricerca vigilati dal muro e tutte le università italiane che vale 61 milioni, ma non 61 milioni una tantum, 61 milioni annuali: ogni anno 61 milioni saranno stanziati per le stabilizzazioni quindi saranno permanenti e strutturali, lo ripeto permanenti e strutturali”.
Secondo il ministro “questo è quello che fa la differenza. Grazie al cofinanziamento di università e enti di ricerca questa misura consentirà di mobilitare oltre 121 milioni di euro ogni anno per sostenere percorsi stabili dentro il sistema della ricerca italiana, perché la precarietà si supera solo con risorse strutturali e stabili come quelle di cui stiamo parlando agli enti pubblici di ricerca solo quest’anno sono destinati 7 milioni e mezzo di euro che saliranno 87 per il prossimo; risorse ovviamente finalizzate all’assunzione di ricercatori e tecnologi a tempo indeterminato attraverso procedure pubbliche e valorizzando il lavoro svolto nei progetti PNRR al CNR sono destinati circa 3 milioni di euro. Numeri chiari, fondi certi, trasparenti ma soprattutto permanenti. In questa direzione, nasce il nuovo piano triennale della ricerca che abbiamo avuto l’onore di presentare insieme ai presidenti di tutti gli enti pubblici di ricerca al presidente Mattarella, che per la prima volta introduce un calendario dei bandi e delle risorse, quindi per la prima volta costruiamo un sistema che consente ai ricercatori di programmare il proprio lavoro e il proprio futuro. Con questo fondo per la programmazione della ricerca triennale ha concluso – abbiamo stanziato già stanziato oltre 1 miliardo e duecento milioni di euro per il triennio 2026 2028 perché ho ricercatore per un ricercatore a sapere quando uscirà un bando significa poter ricevere fondi programmare ricerca e soprattutto scegliere di restare”.
