Tennis, Sinner: “Robot? Non è denigratorio, cerco la perfezione”
AskaNews
di admin Administrator  
il 20/05/2026

Tennis, Sinner: “Robot? Non è denigratorio, cerco la perfezione”

Roma, 20 mag. (askanews) – Alla vigilia del Roland Garros, Jannik Sinner racconta il proprio modo di vivere il tennis, la pressione e le difficoltà affrontate nell’ultimo anno. In un’intervista concessa a L’Equipe, il numero uno del ranking Atp, fresco vincitore degli Internazionali d’Italia 2026, risponde anche a chi lo definisce un “robot”.

“Non trovo il termine denigratorio. È così che funziono”, spiega Sinner. “Cerco sempre di essere il più preciso possibile, di giocare il colpo giusto al momento giusto, e questo richiede di essere in ottima forma fisica e mentale. È per questo che mi alleno: per essere il più preparato possibile nei momenti importanti di una partita”.

Il campione altoatesino torna poi sulla dolorosa sconfitta nella finale del Roland Garros 2025 contro Carlos Alcaraz. “Sarebbe una bugia dire che è stato facile andare avanti”, ammette. “Ma cerco sempre di voltare pagina velocemente, anche quando vinco. E così sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo. Ho imparato grandi lezioni da quella sconfitta a Parigi. Mi sforzo sempre di migliorare, di credere in me anche quando sono scoraggiato, di rialzarmi quando cado”.

Sinner affronta anche il tema della pressione legata al suo status di numero uno del mondo. “Cerco di vivere nel modo più normale possibile. Non ho nè desiderio nè bisogno di vantarmi. Sono contento di ciò che ho e felice soprattutto di trovarmi in salute”. Poi aggiunge: “Ho scelto una vita con sacrifici, ma ci vuole anche equilibrio: si hanno 24 anni una sola volta, cerco di godermeli. E io ho trovato un buon equilibrio”.

Nel corso dell’intervista il tennista italiano parla anche dei mesi legati al caso Clostebol e alla sospensione. “I mesi che hanno preceduto la mia sospensione sono stati difficili, non potevo parlarne con nessuno. In campo sembravo molto triste, e lo ero: non mi sentivo libero. Ma credo che nulla accada per caso. Sono convinto che tutto questo mi abbia reso una persona più forte. Ho capito chi erano i miei veri amici e anche questo mi ha aiutato”.

Infine, Sinner ricorda gli insegnamenti ricevuti dai genitori. “Avevano sempre un sorriso sul volto quando tornavano a casa, indipendentemente da quanto fosse stata dura la giornata al ristorante. Era impossibile capire se avessero avuto una buona o una brutta giornata, ed è quella la mentalità che cerco di avere oggi. Quando esco dal campo torno a essere una persona normale e cerco di essere felice per ciò che ho”.

[“La finale persa al Roland Garros 2025 mi ha insegnato molto”|PN_20260520_00092|gn00 ma00 in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260520_143830_F0B63E9D.jpg |20/05/2026 14:38:41|Tennis, Sinner: “Robot? Non è denigratorio, cerco la perfezione”|Tennis|Sport]

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