Cantina Kurtatsch porta sul mercato nove vini da otto Uga diverse
Milano, 21 mag. (askanews) – Nove vini da otto Uga, di cui cinque monovarietali: la storica Cantina Kurtatsch accompagna l’arrivo sul mercato dei primi vini ufficialmente legati alle Unità geografiche aggiuntive (Uga) con quella che viene presentata come la più ampia e coerente lettura territoriale oggi espressa da una singola realtà in Alto Adige.
L’uscita dei primi vini Uga apre una fase nuova per il vino altoatesino, perché trasforma la zonazione in uno strumento concreto di lettura del territorio. Alla base di questo lavoro c’è una condizione territoriale rara: i vigneti della cooperativa si distribuiscono tra i 220 e i 900 metri di altitudine, con circa 700 metri di dislivello all’interno dello stesso comune. È una configurazione unica in Alto Adige e tra le più estese, per escursione altimetrica, nel panorama vitivinicolo europeo. Proprio questa varietà di quote consente alla Cantina di collocare le varietà con grande precisione.
Fondata nel 1900, Kellerei Kurtatsch riunisce oggi 190 famiglie su 190 ettari di vigneto e negli anni ha costruito un lavoro sempre più orientato alla corrispondenza tra vitigno e zona. Il riconoscimento ufficiale delle 86 unità geografiche, introdotto a partire dall’annata 2024, viene letto quindi come il passaggio formale di un’impostazione già praticata da tempo.
“Le Uga per noi sono prima di tutto uno strumento di lettura del territorio” ha spiegato il presidente Andreas Kofler, aggiungendo che “questo approccio ci porta da anni a osservare con attenzione ogni zona, interpretare ciò che sa esprimere davvero e delineare per ogni vino un’identità precisa e coerente. Proprio perché crediamo da sempre in una comunicazione chiara e trasparente verso il consumatore, abbiamo scelto di rendere ancora più leggibile anche la struttura della nostra gamma e il legame tra vino e territorio”.
Per rendere più chiara questa distinzione la Cantina ha rivisto anche l’assortimento, rinominando alcune etichette così da separare meglio i vini Uga da quelli con nomi di fantasia. Dentro questa riorganizzazione si inserisce la scelta più significativa sul piano stilistico, quella che riguarda il Gewurztraminer Riserva che non sarà più prodotto a Brenntal, ma a Frauenrigl. La decisione nasce dalla volontà di coltivare questo vitigno bianco aromatico nella zona che oggi lo interpreta meglio: un’area di 150 metri più alta dove il vino può mantenere maggiore freschezza ed equilibrio. Il nuovo “Frauenrigl Gewurztraminer Riserva” arriverà sul mercato in autunno.
Il vino era nato nei primi anni Duemila, in una fase in cui si ricercavano espressioni più intense, strutturate e concentrate. Oggi, secondo la lettura della Cantina, l’aumento delle temperature e una verifica più rigorosa del rapporto tra varietà e areale hanno cambiato questo equilibrio. Brenntal, zona calda e ripida situata sotto la Strada del Vino, non viene più considerata la collocazione migliore per il profilo che l’azienda cerca in questo vitigno. Frauenrigl mantiene suoli argillosi e forti pendenze ma cambia le condizioni pedoclimatiche. “Il nostro lavoro parte sempre dall’osservazione del territorio” ha spiegato l’enologo Erwin Carli, precisando che “ogni varietà dà il meglio di sé solo quando è nel luogo giusto. Oggi, anche alla luce dei cambiamenti climatici, questo significa mettere in discussione alcune scelte del passato e cercare continuamente di interpretare nel modo più fedele possibile ciò che il territorio esprime”.
Questa impostazione ritorna anche nelle esperienze proposte dalla cooperativa di Cortaccia, dal “Percorso Terroir” all’”Esplorazione vitivinicola”, pensate per mostrare in modo diretto il rapporto tra altitudine, zona e stile dei vini.
