Flotilla, Mantovani: portato all’aeroporto con manette e catene a caviglie
Roma, 21 mag. (askanews) – “Sono stato portato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv con le manette e le catene alle caviglie”. Lo ha raccontato il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, appena atterrato a Fiumicino, che si trovava a bordo di un’imbarcazione della Flotilla diretta a Gaza, bloccata dalla marina israeliana.
“Durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e mi hanno tolto i pantaloni dove custodivo il portafogli con i documenti che non mi hanno restituito”, ha aggiunto sottolineando che la marina israeliana “ci ha sparato due volte con proiettili non so di che tipo sulla barca prima di salire a bordo”.
“Siamo stati sequestrati in acque internazionali, a 200 miglia nautiche da Gaza, mentre andavamo a turca, sono stato sequestrato, bendato, costretto a una posizione orribile. Poi mi hanno trasferito in una nave prigione, mi hanno malmenato, spogliato e bagnato, ci hanno tolto le scarpe per farci passare la notte al freddo. Prima di portarci sul ponte, ci hanno fatto attraversare una ‘panic room’ dove siamo stati malmenati. Alcuni sono stati prima bagnati e poi colpiti con il teaser”. Lo ha raccontato, appena atterrato a Fiumicino, il
deputato M5s, Dario Carotenuto, che si trovava a bordo di un’imbarcazione della Flotilla diretta a Gaza, bloccata dalla marina israeliana.
“C’era un ragazzo tedesco che aveva decine di segni sulla schiena fatti con la punta del mitra e poi addirittura gli hanno anche
sparato con proiettile di gomma”, ha aggiunto Carotenuto ai microfoni di Rainews 24.
