Integratori alimentari: mercato europeo da 24 mld (+10%), l’online vale 25%
Milano, 21 mag. (askanews) – Il mercato degli integratori in Europa nel 2025 ha toccato i 24 miliardi di euro, con una crescita a valore del 10% rispetto all’anno precedente. A fronte di questa crescita i rappresentanti del comparto italiano ritengono non più rinviabile un intervento a livello normativo, con un’armonizzazione progressiva a livello europeo. L’occasione per questa riflessione è stata offerta dall’assemblea annuale di Integratori & salute, la realtà italiana che conta circa 200 aziende nazionali e multinazionali del settore (parte di Unione italiana food).
“Gli integratori alimentari non sono alimenti come gli altri ma non sono neanche farmaci, allora forse integratori alimentari non è il nome giusto – ha detto un po’ provocatoriamente il presidente Germano Scarpa – Noi chiediamo una normativa moderna, coerente e proporzionata, distinta sia da quella alimentare che da quella del farmaco. Per troppo tempo il settore è stato schiacciato tra due modelli che non ci appartengono, da un lato la normativa alimentare classica e dall’altro quella per i farmaci”. Oggi, ha lamentato Scarpa nel suo intervento “siamo prigionieri di una legislazione che ha 40 anni. Applicare regole concepite per alimenti tradizionali significa ignorare la specificità scientifica, tecnologica e produttiva ma sarebbe altrettanto sbagliato assimilarli ai farmaci. Il mondo industriale non vuole assolutamente confondersi con i farmaci”. “Il nostro settore – ha chiosato – non può continuare a vivere in questa terra di nessuno, servono regole autonome, chiare scientificamente fondate, proporzionate al rischio reale dei nutrimenti e armonizzate a livello europeo. Serve che il legislatore riconosca finalmente gli integratori come categoria specifica del consumer care. Noi non chiediamo scorciatoie”.
Questa richiesta arriva in una fase di crescita dell’online tra i canali di acquisto. In Europa, oltre il 60% delle aziende di integratori ha già investito in digitalizzazione e l’online vale in media il 25% delle vendite di questi prodotti. Un canale che sta crescendo più rapidamente rispetto all’offline, ma con livelli di penetrazione molto eterogenei nei diversi mercati europei. L’Italia infatti è decisamente sotto la media europea: il peso delle e-pharmacy nel nostro Paese si ferma all’8% del valore delle vendite. Al contrario, l’online incide maggiormente in altri Paesi Europei, a partire dalla Germania, dove un quarto delle vendite di integratori alimentari (26%) avviene attraverso le e-pharmacy; seguono in questa classifica anche Repubblica Ceca, Russia e Slovacchia.
In occasione dell’assemblea di Integratori & salute è stata presentata anche un’indagine Iqvia dalla quale emerge che le tipologie più vendute a livello europeo sono rappresentate da integratori vitaminici e minerali (34,5% del valore) seguite dagli integratori per l’apparato gastro-intestinale (19,2%). Subito dopo, troviamo quelli per la tosse e raffreddore (8,1%), per l’apparato urinario e riproduttivo (6,9%), tonici e stimolanti (6,8%) e gli integratori che sostengono calma, sonno e umore (6,2%). I maggiori trend di crescita riguardano principalmente gli integratori per la bellezza (+13%), quelli relativi all’apparato urinario e riproduttivo (11%) e quelli che aiutano a contrastare il dolore (11%).
