Serramenti, metà degli installatori è fuori norma. Sanzioni fino a 50 mila euro e rischio blocco per il comparto
Roma, 21 mag. (askanews) – Il mercato italiano dei serramenti, un asset strategico dell’edilizia nazionale che ha chiuso il 2025 con un volume d’affari di circa 8,7 miliardi di euro, si trova oggi davanti alla sua sfida più complessa: una “selezione naturale” imposta non dal mercato, ma dalla legalità tecnica. Dopo l’ubriacatura dei bonus edilizi, il settore sta affrontando una silenziosa emergenza normativa. Secondo le ultime proiezioni degli osservatori economici (ANCE/ENEA), il biennio 2025-2026 segnerà una contrazione nel recupero residenziale con una flessione stimata del 6-8% annuo.
In questo scenario, emerge un dato allarmante che nasce da un’evidenza numerica incontestabile: incrociando i dati Unioncamere, che registrano circa 38.800 imprese attive nel comparto, con il numero di certificazioni professionali rilasciate ad oggi, emerge che oltre il 50% degli operatori rischia di trovarsi fuori norma. Un gap di competenze che minaccia di tagliare fuori dal mercato la metà della forza lavoro nazionale.
Il comparto al bivio: tra qualità certificata e rischio sanzioni l’industria italiana del serramento, che dà lavoro a oltre 111.000 addetti (dati ISTAT), è oggi minacciata da un paradosso: l’eccellenza del prodotto svanisce se la posa in opera non segue i rigorosi standard della norma UNI 11673. Senza il rispetto della norma, le imprese non possono più accedere agli appalti pubblici né ai lavori regolati dai Criteri Ambientali Minimi (CAM), perdendo di fatto le fette più pregiate del mercato.
Il rischio non è solo commerciale, ma legale e sanzionatorio. Il D.Lgs. 106/2017, che recepisce i regolamenti europei sui prodotti da costruzione, prevede multe che variano da 2.000 a 50.000 euro per chi immette sul mercato o installa infissi privi di marcatura CE. In gioco c’è la tenuta stessa di un sistema produttivo che, se non certificato, rischia di essere travolto da contenziosi e sanzioni.
In questo scenario critico, l’Associazione Nazionale Serramentisti – UNICEDIL ha lanciato una controffensiva strategica: un programma straordinario di formazione totalmente gratuita per il conseguimento dei patentini di Posatore Senior e Caposquadra. Si tratta di una mossa di politica associativa senza precedenti, volta a rimuovere l’ostacolo economico dell’aggiornamento tecnico per le piccole e medie imprese.
“Siamo di fronte a una transizione obbligata: non è più tempo di improvvisazione. Se la filiera non si adegua, rischiamo il collasso di migliaia di micro-imprese artigiane che rappresentano l’ossatura del Made in Italy,” spiega Francesco Siervo – presidente di UNICEDIL. “Abbiamo deciso di offrire la formazione gratuitamente perché la qualificazione professionale deve essere un diritto di ogni operatore, non un balzello burocratico. Elevare la qualità della posa significa proteggere il valore del lavoro dei nostri serramentisti e, al tempo stesso, garantire al cittadino che l’investimento fatto sulla propria casa sia reale e certificato. Chi ignora la norma oggi, si sta auto-escludendo dal mercato del futuro.”
L’impatto a cascata: tutela del cittadino e valore immobiliare “Se la tutela del comparto è il motore dell’iniziativa – prosegue il presidente -, il beneficiario finale resta il consumatore. Un’installazione a norma è la garanzia per blindare le detrazioni fiscali ed evitare la revoca dei benefici. Ma soprattutto, la corretta posa assicura che le prestazioni dichiarate dal produttore si traducano in un reale risparmio energetico e in un aumento del valore dell’immobile”.
La sfida per il 2026 è chiara: la competizione non si giocherà più solo sul prodotto, ma sulla capacità della filiera di offrire un servizio “chiavi in mano” legalmente inattaccabile. “L’investimento di UNICEDIL nella formazione gratuita – conclude Francesco Siervo – punta a trasformare una minaccia normativa in un’opportunità di rilancio, trasformando ogni posatore in un garante della legalità e della qualità edilizia italiana. In un mercato che sta rallentando, l’unica strada per crescere è l’eccellenza certificata”.
