Addio a Carlo Petrini, il rivoluzionario del cibo buono, pulito e giusto
AskaNews
di admin Administrator  
il 22/05/2026

Addio a Carlo Petrini, il rivoluzionario del cibo buono, pulito e giusto

Milano, 22 mag. (askanews) – Il cibo è un atto politico. Lo ripeteva costantemente, con lungimiranza e determinazione, cifre distintive di una vita intera. Carlo Petrini, Carlin per tutti, colui che ha innescato la rivoluzione culturale di Slow Food, che per primo ha fondato un’università in Scienze gastronomiche, è morto nella serata di giovedì nella sua casa a Bra, in provincia di Cuneo, a 76 anni.

“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, è la frase con cui l’ha ricordato Slow Food nell’annuciarne la morte, quasi a sottolineare l’animo ribelle e lo spirito rivoluzionario che ha conservato fino all’ultimo, per le sue battaglie.

Con il suo attivismo ha portato al centro del dibattito internazionale luoghi della provincia italiana come Bra e Pollenzo, reso familiari concetti allora marginali come biodiversità e sovranità alimentare. Ha difeso in prima persona la dignità delle contadine e dei contadini di tutto il mondo, battendosi perchè venisse riconosciuto loro il giusto prezzo. Lascia un’eredità profonda, viva, fatta di parole che suonano come lezioni. Come quel cibo buono, pulito e giusto che prima di essere uno slogan è un diritto che ha rivendicato e difeso per tutte e tutti. Un’eredità concreta, fatta di creature che oggi camminano nel mondo con le proprie gambe.

Quarant’anni fa fondava Arcigola, una costola dei circoli arci che riuniva amanti del vino e del cibo da condividere. Da lì, tre anni dopo, con il Manifesto di Parigi, nascerà Slow Food, un nome tanto immediato quanto in antitesi col fast food di McDonald’s che in quegli anni arrivava in Italia. I contadini di Terra Madre sono la rete sociale del suo impegno costruita viaggiando in tutto il mondo, aprendosi a comunità e culture, guidato da un civico amore per il bene comune.

Alla militanza in difesa di un cibo buono, pulito e giusto, però, ha intuito la necessità di affiancare la conoscenza scientifica e di dare legittimazione accademica a questa conoscenza. E’ nel 2004 che fonda l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), un percorso culminato nel 2017 con l’istituzione da parte dello Stato italiano della classe di Laurea in Scienze Gastronomiche e che da allora ha formato circa 4.000 gastronome e gastronomi da tutto il mondo.

Ha ascoltato e dialogato con contadini, industria, scienziati, chef, istituzioni, superando steccati e visioni partigiane. Resta nella memoria di tanti il rapporto costruito con Papa Francesco con cui padre Antonio Spadaro, sottosegretario al Dicastero vaticano della Cultura, ha ricordato oggi la sintonia. Nell’anno dell’Expo di Milano dedicata proprio al cibo, Petrini, infatti, aveva curato la guida alla lettura della sua Enciclica “Laudato Si’”

“Siamo davanti a un pensiero non a degli slogan – diceva Petrini – E’ un pensiero articolato e complesso ed è riduttivo definire questo Papa verde, o Enciclica verde perchè questa non è una enciclica ambientalista, ma il pensiero di nuovo umanesimo. Definirla verde è riduttivo. E la diffusione nel mondo ci darà ragione”.

Dalle Langhe alle tavole internazionali, Petrini ha intuito, prima di molti, che il cibo è una questione pubblica, che riguarda tutti. E con il suo pragmatismo contadino per tutta la vita ha continuato a richiamare ciascuno a questa responsabilità.

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