S&P taglia stime mercato, con crisi Hormuz a rischio fino a 4 mln auto
AskaNews
di admin Administrator  
il 22/05/2026

S&P taglia stime mercato, con crisi Hormuz a rischio fino a 4 mln auto

Milano, 22 mag. (askanews) – La frenata della domanda in Cina dopo il taglio dei sussidi e la volatilità dei prezzi energetici legata alla guerra in Medio Oriente peggiorano le prospettive dell’auto globale. S&P Global Ratings ha rivisto al ribasso le stime sui volumi dei veicoli leggeri e prevede ora vendite globali intorno a 90 milioni di unità l’anno nel periodo 2026-2028, rispetto ai quasi 92 milioni del 2025.

Secondo l’agenzia, Cina, dazi Usa e costi di supply chain pesano su un settore già sotto pressione. I rating restano per ora invariati, ma la concorrenza elevata e i rischi sulla domanda legati all’inflazione hanno portato vicino al 50% la quota di giudizi con prospettive negative tra gli Oem auto, un livello quasi record.

Per il 2026 S&P prevede vendite globali di veicoli leggeri in calo tra l’1% e il 3%. In Cina la flessione attesa è tra il 5% e il 7%, mentre negli Stati Uniti il calo è stimato tra il 3% e il 5%. L’Europa dovrebbe muoversi in una fascia compresa tra -1% e +1%, prima di una possibile debolezza nel 2027.

Il quadro resta condizionato dall’incertezza geopolitica. S&P segnala che lo Stretto di Hormuz risulta di fatto chiuso da 11 settimane e che il petrolio si mantiene intorno a 100 dollari al barile. In uno scenario di shock petrolifero, che però non è quello principale dell’agenzia, una chiusura per 20 settimane potrebbe comportare 4 milioni di veicoli leggeri venduti in meno rispetto alle previsioni 2027.

La Cina entra in una nuova fase. Dopo anni di crescita sostenuta, le vendite di veicoli elettrici sono diminuite del 27% nel primo trimestre 2026, penalizzate dagli acquisti anticipati del 2025, dall’aumento della tassa d’acquisto sugli Ev e dal taglio degli incentivi. Nel breve termine, secondo S&P, i costruttori cinesi accelereranno l’espansione internazionale verso Asia-Pacifico, Europa e Sud America, aumentando la pressione competitiva globale.

Negli Stati Uniti la domanda è frenata da inflazione, minore accessibilità economica e incertezza sulla revisione dell’Usmca. Le vendite di veicoli leggeri nei primi quattro mesi dell’anno sono diminuite del 6,7%, dopo gli acquisti anticipati legati ai dazi auto e alla fine degli incentivi EV. I consumatori restano sotto pressione per tassi elevati, benzina più cara e minore disponibilità finanziaria.

In Europa il mercato appare più positivo ma “sotto assedio”. A marzo 2026 i Paesi EU30 hanno registrato un aumento del 4% delle vendite di auto passeggeri e dello 0,5% dei veicoli commerciali leggeri, ma S&P prevede un indebolimento della domanda dal quarto trimestre e una concorrenza crescente dei costruttori cinesi, già al 6% del mercato regionale a fine 2025, escludendo Volvo Cars.

Il nodo europeo resta industriale. Nel 2025 le vendite di auto nei Paesi EU30 hanno superato la produzione domestica di 800mila unità, divario coperto soprattutto dalle importazioni cinesi. La capacità produttiva resta poco utilizzata: Italia, Francia e Regno Unito sono sotto la media europea del 70%. Per S&P la probabilità di nuove ristrutturazioni della capacità in Europa è significativa.

Per ridurre costi fissi e impatto sociale, i costruttori europei stanno valutando anche forme di condivisione degli impianti con gruppi cinesi. Secondo S&P, però, queste collaborazioni richiederanno tempo e non invertiranno il calo atteso della produzione di veicoli leggeri nell’area EU30 tra 2026 e 2028.

Sul fronte dei costi, le guidance delle case non riflettono ancora pienamente l’aumento delle materie prime. Ford ha alzato a oltre 2 miliardi di dollari l’impatto atteso dalle commodity nel 2026, GM stima 1,5-2 miliardi di inflazione su commodity e logistica, mentre Stellantis ha segnalato che l’effetto sull’anno potrebbe avvicinarsi all’1% dei ricavi se i prezzi resteranno elevati.

Infine, l’elettrificazione resta a due velocità: il ritiro degli incentivi ha frenato gli EV in Cina e negli Stati Uniti, con vendite in calo rispettivamente del 27% e del 33% nel primo trimestre. In Europa, invece, le vendite elettrificate sono aumentate del 29% nei Paesi EU30, una spinta che aiuta la compliance sulle emissioni ma aumenta la concorrenza cinese e diluisce i margini.

[Stime vendite da 92 a 90 mln l’anno. Pesano Cina, energia e dazi|PN_20260522_00097|gn00 nv01 sp21| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260522_163350_FD03348C.jpg |22/05/2026 16:34:17|S&P taglia stime mercato, con crisi Hormuz a rischio fino a 4 mln auto|Auto|Economia, Motori]

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