Gioco d’azzardo: in Valle d’Aosta la spesa pro-capite è tra i 3-4 mila euro annui, tra le più alte in Italia
A esprime preoccupazione sono Federconsumatore e Cgil VdA all'indomani della presentazione della quarta edizione del Libro Nero sull’Azzardo
Gioco d’azzardo: in Valle d’Aosta la spesa pro-capite è tra i 3-4 mila euro annui, tra le più alte in Italia. A esprime preoccupazione sono Federconsumatore e Cgil VdA all’indomani della presentazione della quarta edizione del Libro Nero sull’Azzardo, il rapporto annuale realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, in collaborazione con Federconsumatori Modena.
Il titolo scelto per l’edizione 2025 – “Lo Stato perdente” – fotografa con efficacia una situazione sempre più preoccupante sul piano sociale ed economico.
La fotografia valdostana
Per Federconsumatori e Cgil «la situazione della Valle d’Aosta desta particolare preoccupazione: l’incidenza del gioco online supera ormai il 70% nell’incidenza % delle giocate da remoto sulla raccolta complessiva dell’azzardo nelle province italiane, mentre la spesa pro-capite si colloca stabilmente tra le più alte d’Italia, con valori compresi tra i 3.000 e i 4.000 euro annui. Indicatori che, anche nei primi mesi del 2025, mostrano una tendenza costante alla crescita e confermano come il fenomeno stia assumendo dimensioni sempre più pervasive anche sul territorio valdostano».
Federconsumatori e Cgil Valle d’Aosta esprimono «forte preoccupazione per dati che confermano come il fenomeno dell’azzardo stia assumendo dimensioni sempre più invasive e pericolose, con ricadute pesanti sulle famiglie, sui lavoratori e sul sistema sanitario pubblico».
«Dietro questi numeri – prosegue la nota congiunta – ci sono persone che si impoveriscono, situazioni di dipendenza, fragilità sociali e familiari che rischiano di aggravarsi ulteriormente. L’azzardo non può essere considerato un normale strumento di intrattenimento o una leva economica per le entrate pubbliche».
Le due organizzazioni sottolineano inoltre «come lo Stato, nonostante l’enorme mole di denaro movimentata, sia in realtà “perdente”, a causa dei costi sanitari, sociali e giudiziari generati dalla diffusione dell’azzardo patologico, mentre gli unici veri beneficiari risultano essere le grandi imprese del settore, i cui utili sono cresciuti del 165% negli ultimi cinque anni».
Federconsumatori e Cgil Valle d’Aosta ribadiscono infine «la necessità di rafforzare le campagne di prevenzione e informazione, soprattutto nei confronti dei più giovani, e chiedono alle istituzioni nazionali e locali un impegno più deciso per arginare un fenomeno che rischia di produrre conseguenze sempre più gravi sul tessuto sociale».
In Italia
Secondo il rapporto, nel 2025 il volume complessivo dell’azzardo in Italia ha raggiunto il record storico di 165,34 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente. Una cifra pari al 7,3% del Pil nazionale, superiore all’intero Fondo Sanitario Nazionale e doppia rispetto alla spesa pubblica destinata all’istruzione.
Le perdite nette dei cittadini ammontano a 21,88 miliardi di euro, con un’incidenza sempre più pesante sulle fasce economicamente più fragili. Ogni italiano maggiorenne ha speso mediamente 3.284 euro in azzardo nel corso dell’anno.
Particolarmente allarmante è l’espansione del gioco online, che nel 2025 ha superato per la prima volta i 100 miliardi di raccolta, segnando un incremento del 221% rispetto al 2018.
I giocatori online attivi sono stimati in 4,8 milioni, con una crescita significativa tra giovani e giovanissimi.
L’analisi territoriale contenuta nel rapporto mette inoltre in evidenza forti anomalie e una correlazione documentata tra intensità dell’azzardo online e territori interessati, negli anni, da fenomeni di infiltrazione mafiosa. Un elemento che rafforza la necessità di maggiori controlli e di piena trasparenza sui flussi finanziari legati al settore.
Ripristinare il divieto di pubblicità
Per questo Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon chiedono il ripristino del divieto totale di pubblicità dell’azzardo senza deroghe, la piena trasparenza dei dati territoriali e comunali, l’introduzione di un bilancio sociale che misuri i costi reali sostenuti dalla collettività, una tassazione sugli extra profitti delle aziende del settore da destinare alla sanità pubblica e alla prevenzione delle dipendenze, oltre a politiche concrete per ridurre i volumi complessivi dell’azzardo e contrastare quello che è diventato un triste primato europeo.
(re.aostanews.it)
