Cinema: “Dominio e coesistenza” è il tema del 29° Gran Paradiso Film Festival
Realizzato dalla grafica di Fondation Grand Paradis Eva Elias Papio, il manifesto costruisce una figura duplice, sospesa tra lupo e pecora, in cui i due animali condividono il medesimo spazio
Cinema: “Dominio e coesistenza” è il tema del 29° Gran Paradiso Film Festival.
Dal 27 luglio al 9 agosto 2026, tra Cogne, le valli del Gran Paradiso e la dimensione online, il Festival tornerà a proporre il cinema di natura come forma di racconto, conoscenza e interpretazione del presente, nel solco di una storia che da oltre quarant’anni intreccia immagini del mondo selvaggio e pensiero contemporaneo.
Il commento
«“Dominio e coesistenza” è il tema che accompagna l’edizione 2026. Un tema antico quanto la vita stessa, e oggi più che mai attuale. In natura come nelle società umane, la sopravvivenza non dipende soltanto dalla forza, ma dalla capacità di trovare equilibri» dichiara la direttrice artistica Luisa Vuillermoz.
«Predatori e prede, branchi e territori, nazioni e comunità, ecosistemi e civiltà condividono la medesima tensione tra conflitto e cooperazione, competizione e alleanza, controllo e libertà. Il Festival proverà a leggere queste dinamiche intrecciando biologia e geopolitica, etologia e diritto, ambiente, economia, scienza e società – aggiunge Vuillermoz -. Dalle trasformazioni climatiche alle migrazioni, dalle nuove geografie del potere globale agli ecosistemi naturali in mutamento, il mondo appare sempre più come un organismo complesso e interdipendente, in cui ogni forma di dominio rivela anche la propria vulnerabilità».
L’immagine
La traiettoria del tema trova una traduzione visiva di particolare forza nell’immagine coordinata della 29° edizione, realizzata dalla grafica di Fondation Grand Paradis Eva Elias Papio. Il manifesto costruisce una figura duplice, sospesa tra lupo e pecora, in cui i due animali condividono il medesimo spazio senza mai offrirsi insieme in modo definitivo allo sguardo.
L’immagine vive infatti di una tensione percettiva sottile e potentissima: ciò che emerge dipende da chi osserva, dal punto di vista, dal tempo dello sguardo. In questa oscillazione risiede il suo significato più profondo, perché rende visibile la coesistenza non come condizione pacificata, ma come equilibrio fragile, mobile.
Il manifesto non descrive un rapporto già dato, ma consegna all’osservatore una soglia, una relazione aperta, una domanda sul modo in cui leggiamo il conflitto, la prossimità, la coesistenza. È in questa stessa prospettiva che il Festival costruirà il proprio percorso 2026, intrecciando biologia, etologia, diritto, ambiente, economia e geopolitica.
La coesistenza
Attraverso i film in concorso, le mostre e gli incontri, il pubblico sarà invitato a esplorare le forme del dominio e le possibilità della coesistenza nei sistemi naturali e nelle società umane, seguendo un itinerario che attraversa insieme i confini della Terra e quelli dell’uomo.
La partecipazione
Il GPFF è gratuito e aperto a tutti, con prenotazione obbligatoria.Informazioni e prenotazioni su www.gpff.it
