Rocchi: il Crea sempre più strategico per futuro agricoltura
Roma, 4 giu. (askanews) – Un ente più forte, più connesso al sistema produttivo, dalla valenza strategica per il futuro dell’agricoltura: a metà mandato, il presidente Andrea Rocchi, insediatosi nell’aprile 2024, traccia un primo bilancio. “Il CREA oggi è un motore propulsivo imprescindibile dell’agroalimentare italiano – ha detto – in due anni sono stati messi in sicurezza conti e bilanci, garantito un fondo di funzionamento triennale, riorganizzati Centri e Amministrazione dell’Ente e si è proceduto a nuove assunzioni, oltre a quelle previste da ColtivaItalia per il ricambio generazionale. A ciò si aggiungono l’introduzione di sistemi gestionali avanzati e una crescente e sempre più significativa presenza del CREA nei contesti istituzionali e internazionali dell’Agrifood”.
Si è consolidato il ruolo del CREA come nodo strategico sia tra istituzioni, sia con il sistema produttivo sia con gli altri interlocutori della Ricerca, anche in una prospettiva internazionale. Nel biennio, infatti, sono stati siglati complessivamente 72 accordi, di cui 46 nazionali e 26 internazionali. Il CREA ha moltiplicato le azioni di trasferimento tecnologico, attuate attraverso strumenti dedicati alla valorizzazione di brevetti, startup, risultati scientifici e innovazioni sviluppate nei laboratori, nonché mediante l’Agrifood Innovation Hub.
A conferma di questo impegno, nel 2025 il portafoglio di proprietà intellettuale del CREA conta 35 brevetti per invenzione industriale, 202 privative per novità vegetali, 12 marchi registrati e 831 varietà iscritte ai registri nazionali. Per queste ultime, l’Ente cura le attività di conservazione, articolate tra specie agrarie (180), ortive (68), della vite (271), cloni forestali (47) e specie frutticole (265).
A sostenere questa fase di crescita sono gli investimenti, fortemente voluti dal Masaf: 10 milioni di euro per le Tecnologie di Evoluzione Assistita (Legge di bilancio per l’anno 2026), 14,5 milioni per l’ammodernamento delle aziende agrarie sperimentali (10 mln euro per ammodernamento aziende /laboratori e 1,5 mln attrezzature) e ulteriori risorse (3 mln) destinate al rafforzamento dell’organico,
Infine, le infrastrutture: sono state poste le basi per il raddoppio del Centro di genomica e bioinformatica di Fiorenzuola d’Arda, mentre è stata avviata la realizzazione di Custos Plantis, infrastruttura d’avanguardia per la difesa delle colture e la ricerca fitosanitaria, fino al rilancio delle sedi storiche.
