Allarme Giunta Confagri: a rischio filiere identitarie italiane
AskaNews
di Administrator admin  
il 19/06/2026

Allarme Giunta Confagri: a rischio filiere identitarie italiane

Roma, 19 giu. (askanews) – Alcune filiere agricole fortemente identitarie come quella del grano duro del riso, la suinicoltura e l’olivicoltura sono sotto pressione e, trattandosi di filiere chiave del made in Italy, è necessario prendere delle “misure risolutive non più rinviabili” e non solo con interventi pubblici di politica agricola, ma anche con intese di filiera tra operatori. A sottolinearlo è la Giunta esecutiva di Confagricoltura, riunita a Palazzo della Valle per fare una analisi dei comparti-chiave del sistema agricolo e per elaborare delle proposte concrete da presentare alle istituzioni. La situazione, si spiega, è insostenibile per le imprese agricole che affrontano un incremento medio dei costi, legato alla situazione internazionale peggiorata negli ultimi tempi.

Tra le filiere più in crisi c’è quella, fondamentale, del grano duro, le cui quotazioni negli ultimi anni si sono dimezzate. Alla Commissione Unica Nazionale, il prezzo medio si è ridotto costantemente, tanto che quello del frumento duro “fino” destinato alla produzione di semola di qualità, è sceso di quasi il 50% rispetto a quattro campagne fa. Altissimo l’allerta sul riso. Il prezzo del risone è crollato repentinamente nell’ultima campagna. Le principali varietà da risotto – Carnaroli, Arborio e Volano – nel mese corrente registrano una flessione ormai superiore al 33% su base annua; con il Vialone Nano a giugno quotato il 60% in meno rispetto al 2025.

Sul fronte delle carni, le quotazioni dei suini da macello si collocano ormai stabilmente intorno al 20% in meno rispetto agli ultimi due anni, non registrando l’inversione di tendenza che è indicata dai fondamentali di mercato. Infine, l’olio extravergine di oliva negli ultimi 12 mesi è andato incontro a una riduzione delle quotazioni di più del 33%, con tagli, in alcune situazioni specifiche, che raggiungono e superano il 50% su base annua; il tutto aggravato da un “fermo” degli scambi che sta ulteriormente complicando la congiuntura di mercato.

“Questo grave deterioramento della ragione di scambio – commenta la Giunta di Confagricoltura – mette a repentaglio le produzioni alla base di filiere strategiche per il sistema nazionale. Urgono misure risolutive non rinviabili: sia interventi pubblici di politica agricola che intese di filiera tra operatori, che attenuino gli effetti di una dinamica di mercato che sta mettendo a serio rischio la fiducia e la tenuta delle imprese agricole”. Confagricoltura proporrà alle istituzioni una serie di interventi. Per il grano duro, valorizzare il prodotto nazionale aumentando il dettaglio dei Paesi di origine, nel caso della miscela, e la percentuale minima, oggi al 50%, che consente di indicare il principale Paese di provenienza. Sul riso, essenziale agire, anche in Ue, per aumentare i controlli sanitari sull’import, favorendo la reciprocità.

Sul mercato suinicolo, occorre un attento monitoraggio di tutte le possibili perturbazioni, come l’aumento delle importazioni e gli effetti delle malattie animali, affinché si riflettano correttamente sulle quotazioni. Per il comparto olivicolo, è urgente il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi e l’istituzione di un apposito fondo per finanziare misure specifiche, indirizzate a sostenere la liquidità, a coprire gli oneri creditizi e a promuovere il prodotto nazionale.

[Come grano duro, riso, suinicoltura e olivicoltura|PN_20260619_00056|gn00 nv03 sp33| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260619_144327_770500B5.jpg |19/06/2026 14:43:37|Allarme Giunta Confagri: a rischio filiere identitarie italiane|Agricoltura|Economia, Agrifood]

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