Carcere di Brissogne: detenuto appicca un incendio in cella, 2 agenti in pronto soccorso
CRONACA
di Thomas Piccot  
il 19/06/2026

Carcere di Brissogne: detenuto appicca un incendio in cella, 2 agenti in pronto soccorso

I fatti, secondo quanto riferito dal Sinappe, sono avvenuti nel pomeriggio di giovedì 18 giugno

Pomeriggio ad alta tensione nel carcere di Brissogne. Ieri, giovedì 18 giugno, un detenuto di poco più di 20 anni ha appiccato un incendio nella propria cella, per poi tentare di aggredire il personale di Polizia Penitenziaria. Lo riferisce il Sinappe in una nota, esprimendo gratitudine e vicinanza agli agenti.

Detenuto appicca un incendio nella cella

I fatti sono avvenuti nel pomeriggio.

Il detenuto «per futili motivi» ha appiccato un incendio nella sua cella.Immediato l’intervento del personale in servizio nell’istituto penitenziario, per domare le fiamme e trarre in salvo il giovane.

Due agenti sono stati trasportati in pronto soccorso, per un intossicazione dovuta all’aver respirato i fumi.

Per entrambi la prognosi è di 5 giorni.

Matteo Ricucci: «Stanchi di vedere i nostri uomini rischiare la vita»

Per Matteo Ricucci, vice segretario Regionale SiNAPPe per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta «i nostri agenti hanno dato una grandiosa dimostrazione di umanità e professionalità. Nonostante il detenuto avesse appiccato il fuoco e cercasse persino di aggredirli, il personale ha anteposto la vita del recluso alla propria incolumità, gettandosi tra le fiamme per salvarlo. Questo immenso spirito di sacrificio merita il massimo riconoscimento, ma non può diventare la normalità. Siamo stanchi di vedere i nostri uomini rischiare la vita e finire in ospedale per la follia altrui».

Raffaele Tuttolomondo: «La situazione ha superato ogni limite»

A rincarare la dose ci pensa il segretario nazionale del SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo. «L’eroismo dimostrato oggi dal reparto di Polizia Penitenziaria di Aosta è la prova tangibile del valore assoluto delle donne e degli uomini in divisa, custodi della vita umana anche nelle condizioni più estreme e di fronte a gravissime provocazioni – dichiara -. L’evento di Brissogne dimostra che la situazione ha superato ogni limite: servono riforme strutturali, tutele reali e sanzioni severe per chi aggredisce il personale e destabilizza la sicurezza. Non si può pretendere che l’incolumità degli agenti sia costantemente affidata ad atti di puro eroismo».

(t.p.)

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