Dall’immersione in apnea a Genova alla vetta del Monte Bianco in meno di 23 ore: l’impresa di Andrea Pedemonte
Andrea Pedemonte con gli amici esperti che lo hanno supportato, sulla vetta del Monte Bianco
Alpinismo
di Erika David  
il 23/06/2026

Dall’immersione in apnea a Genova alla vetta del Monte Bianco in meno di 23 ore: l’impresa di Andrea Pedemonte

Il medico sportivo genovese ha messo a segno la sua impresa unendo apnea, ciclismo e alpinismo

Dai 40 metri di profondità del Mar Ligure ai 4.810 metri della vetta del Monte Bianco in meno di 23 ore. È l’impresa riuscita al medico sportivo genovese, attualmente residente nel veronese,  Andrea Pedemonte, protagonista di una sfida estrema che ha unito apnea, ciclismo e alpinismo in un’unica traversata dal mare alla montagna.

L’immersione, la pedalata e la scalata al Monte Bianco

L’avventura è iniziata nelle acque di Vesima, sulla costa genovese, dove Pedemonte, 35 anni, si è immerso fino a 40 metri di profondità. Una volta riemerso ha inforcato la bicicletta per affrontare il lungo trasferimento verso la Valle d’Aosta, prima di indossare l’attrezzatura da alpinismo e affrontare l’ultima parte del percorso: la salita fino alla cima del Monte Bianco, il tetto d’Europa occidentale con i suoi 4.810 metri.

Una prova che ha richiesto preparazione atletica, resistenza fisica e grande tenuta mentale, mettendo insieme discipline molto diverse tra loro e ambienti estremi, dalle profondità marine all’alta quota.

Un messaggio sulla tutela dell’ambiente

L’iniziativa non aveva però soltanto una valenza sportiva.

L’obiettivo era anche sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela dell’ambiente e sostenere progetti rivolti ai giovani che affrontano difficoltà psicologiche e neuropsichiatriche.

Andrea Pedemonte nella frazione in bici; Foto Facebook Ilario Campora

Le congratulazione della sindaca di Genova

A congratularsi con l’atleta è stata la sindaca di Genova, Silvia Salis.

«A nome mio, dell’amministrazione comunale e della città desidero rivolgere ad Andrea Pedemonte le congratulazioni per un risultato straordinario che ci parla di preparazione, coraggio e grande forza mentale. La sua impresa parte dal mare di Genova e arriva sul punto più alto d’Europa, portando con sé anche un messaggio importante di attenzione per l’ambiente e per i bisogni dei giovani».

I precedenti

Per Pedemonte non si tratta della prima sfida di questo genere.

Già nel 2025 aveva infatti collegato il mare di Genova all’alta quota alpina partendo da un’immersione in apnea a 20 metri di profondità e raggiungendo in meno di 24 ore la Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa situato a 4.556 metri sul massiccio del Monte Rosa.

(re.aostanews.it)

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