Eolico Off-Shore, summit Anev rilancia confronto su transizione energetica
Roma, 2 lug. (askanews) – Si è svolto oggi a Roma, presso la Sala del Chiostro della Facoltà di Ingegneria della Sapienza Università di Roma, il 4° Summit sull’Eolico Off-shore promosso dall’ANEV, dedicato alle prospettive di sviluppo di questa tecnologia nel nostro Paese e al suo contributo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività industriale.
L’iniziativa, informa una nota, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico, imprese, operatori del settore e associazioni ambientaliste, con l’obiettivo di favorire un dialogo costruttivo sulle principali sfide che accompagnano lo sviluppo dell’eolico off-shore in Italia. Al centro del dibattito il ruolo della pianificazione, l’evoluzione del quadro normativo e autorizzativo, gli investimenti necessari per sostenere la crescita del comparto e le opportunità offerte dal contesto europeo, in un momento cruciale per la transizione energetica del Paese.
Nel corso della giornata è emersa la volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, nella consapevolezza che lo sviluppo dell’Eolico Off-shore rappresenti una leva strategica per accelerare il percorso verso un sistema energetico più sostenibile, resiliente e indipendente.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Simone Togni, Presidente dell’ANEV, che ha introdotto gli interventi diTullio Patassini, Capo di Gabinetto del Presidente X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Alessandro Noce, Direttore Generale Mercati e Infrastrutture energetiche, MASE, Mauro Fabris, Renexia, Prof. Alessandro Bianchini, Presidente EAWE e Alessandro Giannì, Relazioni Istituzionali e Scientifiche, Greenpeace Italia.
“Con riferimento all’eolico off-shore la DGMIE del MASE, in linea con le indicazioni del Ministro, haavviato un percorso di revisione del DM FER 2, al fine di verificarne l’adeguatezza alla luce dell’evoluzione delmercato, delle esigenze rappresentate dagli operatori e dei recenti sviluppi del quadro normativo europeo – ha spiegato Alessandro Noce, Direttore Generale Mercati e Infrastrutture energetiche, MASE -. L’obiettivo è individuaresoluzioni in grado di coniugare la sostenibilità economica degli investimenti con la tutela dell’interessepubblico e l’efficiente impiego delle risorse destinate al sostegno delle fonti rinnovabili, favorendo al contempo il raggiungimento degli obiettivi energetici e di decarbonizzazione nazionali. È stato istituito uno specifico tavolo dilavoro dedicato e sono stati raccolti contributi e osservazioni da parte degli stakeholder, successivamente esaminati nel corso di un incontro tecnico. Le considerazioni pervenute sono attualmente oggetto di analisi da parte del Ministero e costituiranno la base delle successive valutazioni in merito all’eventuale aggiornamento del meccanismo di sostegno, nella prospettiva di garantire un quadro regolatorio efficace, stabile e coerente con gli obiettivi energetici, ambientali e industriali del Paese”.
Mauro Fabris, Renexia, ha posto l’accento sulle questioni di sicurezza nazionale legate allo sviluppo della tecnologia dell’ecolico offshore. “Al cospetto delle pesanti ripercussioni sul comparto energetico italiano comeconseguenza degli sconvolgimenti geopolitici in atto, attraversare velocemente il tratto di strada che divide la pianificazione dall’autorizzazione dei progetti di eolico off-shore è divenuta ormai una questione di sicurezza nazionale. Destinare la flessibilità di bilancio che ci arriva dalla Commissione Europea per la decarbonizzazione delsistema elettrico italiano attraverso lo sviluppo dell’eolico off-shore galleggiante d’altura e della relativa filiera èaltresì la vera opportunità chiavi in mano che non possiamo lasciarci sfuggire”, ha detto Mauro Fabris.
“Lo sviluppo dell’eolico off-shore in ambiente Mediterraneo è un’occasione unica per sostenere la transizioneenergetica e, al contempo, garantire sicurezza ed indipendenza dei paesi che affacciano sul Mare Nostrum – ha spiegato il Prof. Alessandro Bianchini, Presidente EAWE – European Academy of Wind Energy, Università di Firenze -. In questo contesto, una più stretta – e meglio orientata – collaborazione fra accademia ed industria potrebbe davvero risultate un elemento chiave per catalizzare il processo di sviluppo”.
Alessandro Giannì, Relazioni Istituzionali e Scientifiche, Greenpeace Italia, ha chiarito che l’eolico offshore può aiutare la tutela del mare e degli ecosistemi marini. “Le fonti rinnovabili, eolico incluso, sono parte necessaria della lotta a un cambiamento climatico in pericolosa accelerazione. In particolare, l’eolico off-shore, se realizzato nelrispetto della biodiversità e con criteri appropriati, può facilitare anche la tutela e il ripristino degli ecosistemi marini”.
Successivamente hanno preso la parola Elisabetta D’Agostino, Dirigente della Divisione IV – Infrastrutture e impianti diproduzione energetica della DG Fonti Energetiche e Titoli Abilitativi, Marcello Vernola, Prof. Universitario Esperto di Diritto dell’Ambiente, Università di Cassino, Francesco Ciampa, Gruppo Macchia, Prof. Davide Astiaso Garcia, Delegato alla Sostenibilità, Sapienza Università di Roma e Silvia Lazzari, Climate and Energy Officer WWF Italia.
“Lo sfruttamento delle risorse rinnovabili in mare aperto è una leva importante per il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica individuati nel PNIEC – ha spiegato Elisabetta D’Agostino, Dirigente della Divisione IV – Infrastrutture e impianti di produzione energetica della DG Fonti Energetiche e Titoli Abilitativi -. Inoltre, lo sviluppo di tale tecnologia può essere un volano per il consolidamento delle vie del mare, per il rafforzamento della logistica e delle aree portuali. Il MASE sta lavorando fortemente per lo sviluppo non solo di un iter di permitting efficiente, ma anche per garantire una pianificazione efficiente di tali attività tramite l’elaborazione del piano delle zone diaccelerazione”.
Francesco Ciampa, Gruppo Macchia, ha sottolineato l’importante interesse politico ed imprenditoriale relativo allo sviluppo dell’eolico offshore. “L’approvvigionamento energetico nazionale attraverso l’installazione di impianti eolici in mare rappresenta negli ultimi anni un argomento di importante interesse politico ed imprenditoriale. Gli iter autorizzativi sono all’attenzione degli enti competenti per il rilascio di pareri ed autorizzazioni ma la volontà politica così come la legislazione attuale, seppur frastagliata e non sempre chiara e coerente sembra finalmente propendereverso detti progetti che andrebbero ad ovviare sensibilmente in percentuale al fabbisogno energetico del nostro Paese”.
Davide Astiaso Garcia, Delegato alla Sostenibilità, Sapienza Università di Roma, ha fatto il punto sulle ricadute economiche ed occupazionali relative allo sviluppo degli impianti eolici offshore. “Come si evince dai risultati deglistudi effettuati dal team di ricerca della Sapienza Università di Roma, gli impatti economici, occupazionali e sociali legati allo sviluppo dell’eolico off-shore galleggiante in Italia sono considerevoli. Occorre quindi sostenere lo sviluppo di questa importante tecnologia affinché possa fornire il suo contributo alla decarbonizzazione e all’indipendenza energetica del nostro Paese, arrecando al tempo stesso notevoli ricadute economiche e occupazionali”.
“L’eolico off-shore può rappresentare una grande opportunità per accelerare la transizione energetica in Italia,contribuendo allo sviluppo industriale e al contrasto del cambiamento climatico – ha chiarito Silvia Lazzari, Climate and Energy Officer WWF Italia -. Ora occorre recuperare i ritardi nella pianificazione e passare alla fase operativa, costruendo un percorso solido, fondato su conoscenze scientifiche, tutela della biodiversità e dialogo con i territori”.
I lavori sono quindi proseguiti con gli interventi di Luigi Severini, Presidente iLStudio Engineering & Consulting Studio srl, che ha sottolineato la necessità di urgenti strumenti di sostegno alla filiera industriale per il conseguimento della sovranità energetica e manifatturiera italiana, Stefano Ciafani, Presidente Legambiente, Gaetano ArmaoPresidente CTS Regione Siciliana, Mauro Caprabianca, Terna, Giulia Lo Bianco, BayWa r.e., con il suo intervento dedicato ai meccanismi di sostegno e di accelerazione dell’eolico off-shore, “In particolare l’insieme degli strumenti economici, regolatori, autorizzativi e di pianificazione introdotti per favorire la realizzazione degli impianti, con l’obiettivo di evidenziarne il funzionamento”. A seguire Prof. Alessio Castorrini, Direttore OWEMES, ha spiegato che “l’Italia esprime, grazie alla combinazione di saperi, un vantaggio sistemico attivabile con la nascita di un settore eolico marino galleggiante. Ancorchédirettamente misurabile in termini di valore di filiera, l’impatto attribuibile alla nascita di un settore eolico marino inItalia, e nel bacino del Mediterraneo, ha anche implicazioni forti sulla sicurezza energetica e, grazie alla minore stagionalità e discontinuità della generazione, indirettamente sul costo dell’energia anche in presenza di sistemi diincentivi”.
Per Michele Schiavone, 7Seas “gli ultimi mesi hanno reso ancora più evidente la robustezza dei fondamentali dell’eolico galleggiante sul mercato Italiano, ed è quindi fondamentale che i decisori politici e l’industria aprano il dialogo per vedere come i costi della policy (FER2) siano più che ripagati dai benefici attesi (energetici edindustriali) di questa tecnologia. L’eolico galleggiante porta in dote alti volumi di produzione, con profili (e.g. invernali) che permetteranno impatti materiali sul PUN, ben superiori al “costo” delle aste”. Sesto Avolio, Oristano Cap, pioniere dell’energia eolica in Italia, ha evidenziato il ruolo di Oristano CAP nella filiera dell’eolico off-shore in Italia, con il doppio ruolo di produttore di fondazioni flottanti in calcestruzzo e di erogazione di servizi portuali e logistici per l’installazione delle pale eoliche ed il varo delle strutture integrate.
A concludere il Summit è stato Simone Togni, Presidente dell’ANEV. “L’Italia dispone di competenze industriali, tecnologiche e progettuali che le consentono di essere protagonista nello sviluppo dell’Eolico Off-shore – ha spiegato il presidente Togni -. Per cogliere questa opportunità occorre però accelerare i tempi decisionali, garantire certezza agli investimenti e costruire un quadro regolatorio stabile, sostenibile nel lungo periodo e coerente con gli obiettivi settoriali. Solo così sarà possibile contribuire in maniera significativa alla decarbonizzazione del sistema elettrico, rafforzare la sicurezza energetica nazionale e generare benefici economici, occupazionali e industriali per il Paese. Il Summit di oggi ha dimostrato quanto sia fondamentale continuare il dialogo tra istituzioni e stakeholder per trasformare queste prospettive in risultati concreti”.
