Qualità della raccolta e sicurezza dei lavoratori: il CIC premia Sartori Ambiente
Roma, 2 lug. – La raccolta differenziata della frazione umida è ormai una realtà consolidata in Italia e, tra i rifiuti differenziati, l’organico si conferma la frazione più raccolta del Paese, rappresentando il 37,8% del totale. Oggi, il 92,3% della popolazione è servito dalla raccolta differenziata della frazione umida e con un’intercettazione media superiore ai 50 kg per abitante all’anno. Un risultato che testimonia la maturità del sistema, ma che rende ancora più evidente la nuova sfida della filiera: non raccogliere soltanto di più, bensì raccogliere meglio, riducendo la presenza di materiali estranei che compromettono l’efficienza del riciclo e la produzione di compost e biometano. Un obiettivo richiamato anche dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che fissano un contenuto massimo di impurità del 5% nella frazione organica raccolta. Tuttavia, le indagini merceologiche che il Consorzio Italiano Compostatori svolge ogni anno evidenziano come il contenuto di Materiali Non Compatibili (MNC) sia ancora, in molti casi, superiore a questa soglia. Migliorare la qualità della raccolta attraverso soluzioni innovative, capaci di favorire il corretto conferimento da parte dei cittadini e di ridurre le frazioni estranee, rappresenta quindi una priorità per l’intera filiera del riciclo organico.
È in questo contesto che, in occasione della XXXIII edizione di Comuni Ricicloni, la storica iniziativa promossa da Legambiente che premia le migliori esperienze italiane nella gestione dei rifiuti, nella raccolta differenziata e nell’economia circolare, il Consorzio Italiano Compostatori assegna il Premio Speciale CIC 2026 a Sartori Ambiente Srl (Socio Aderente del CIC), riconoscendone il contributo allo sviluppo di tecnologie innovative capaci di coniugare qualità della raccolta, sostenibilità e allo stesso tempo di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini e degli operatori impegnati quotidianamente nei servizi di raccolta.
Attraverso la progettazione di contenitori innovativi con un sistema di premialità, Sartori Ambiente contribuisce a orientare i comportamenti dei cittadini verso modalità di conferimento più corrette e consapevoli, favorendo così una raccolta differenziata dell’umido di maggiore qualità e una significativa diminuzione delle impurità presenti, con conseguenti ripercussioni positive su tutta la filiera. Una frazione organica più pulita richiede infatti minori operazioni di selezione negli impianti, riduce i quantitativi di materiale da scartare e aumenta l’efficienza complessiva della filiera del riciclo, valorizzando al meglio i rifiuti organici, trasformandoli in compost e biometano, risorse strategiche per l’economia circolare e la decarbonizzazione.
«La qualità della raccolta differenziata è il primo passo per garantire l’efficacia dell’intera filiera del riciclo organico» dichiara Gianpaolo Vallardi, Presidente del Consorzio Italiano Compostatori. «Con questo premio vogliamo riconoscere l’impegno di Sartori Ambiente nello sviluppo di soluzioni che coniugano innovazione, qualità del servizio e attenzione alla sicurezza degli operatori, figure essenziali per il raggiungimento degli obiettivi dell’economia circolare».
Leonardo Benuzzi, innovation manager di Sartori Ambiente, dichiara: «Per noi è fondamentale sviluppare soluzioni che migliorino concretamente la qualità del lavoro degli operatori ecologici, riducendo il sovraccarico biomeccanico e aumentando la sicurezza durante le operazioni di raccolta. Allo stesso tempo, UrbaE è stato progettato per stimolare un comportamento virtuoso da parte dei cittadini, attraverso i principi del rinforzo positivo e della Teoria del Nudge, promuovendo una raccolta differenziata sempre più consapevole ed efficace».
Il premio si inserisce nel più ampio impegno del CIC per la valorizzazione della raccolta dell’organico e per la diffusione di modelli di gestione sostenibile delle risorse. Attraverso il riciclo di umido e verde è infatti possibile produrre compost e biometano, ridurre le emissioni climalteranti e restituire carbonio organico ai suoli, contribuendo agli obiettivi europei di economia circolare e alla strategia di Urban Carbon Farming promossa dal Consorzio.
