Dal laboratorio al paziente: ricerca italiana apre la strada al primo trial clinico della tossina botulinica
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 04/07/2026

Dal laboratorio al paziente: ricerca italiana apre la strada al primo trial clinico della tossina botulinica

Roma, 4 lug. – Un incidente stradale, un trauma sportivo, un infortunio sul lavoro o una ferita da arma da fuoco possono causare una lesione del midollo spinale, una delle principali cause di disabilità neurologica permanente. Oltre alla paralisi, oltre il 70% dei pazienti sviluppa dolore neuropatico cronico e, ad oggi, non esistono terapie farmacologiche in grado di modificarne l’evoluzione.

Uno studio coordinato dall’Istituto di Biochimica e Biologia Cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibbc), pubblicato su Military Medical Research, dimostra che la tossina botulinica di tipo A, somministrata per via intratecale in associazione all’elettrostimolazione muscolare, riduce la neuroinfiammazione, favorisce la riparazione del tessuto nervoso e attenua il dolore neuropatico in un modello preclinico di lesione cronica del midollo spinale.

I risultati pongono le basi per il primo studio clinico di fase I/II di questa strategia terapeutica e introducono un nuovo paradigma: la tossina botulinica non come semplice trattamento sintomatico, ma come molecola capace di modulare i processi biologici della riparazione del sistema nervoso.

“Fin dai primi esperimenti abbiamo capito che la tossina botulinica faceva molto più che ridurre il dolore neuropatico. Osservavamo un recupero funzionale anticipato che non poteva essere spiegato dal solo effetto analgesico e che lasciava intuire l’attivazione di meccanismi di neuroprotezione e riparazione. Quell’intuizione ha guidato oltre dieci anni di ricerca e oggi ci permette di guardare con fiducia alla sperimentazione clinica”, afferma Sara Marinelli, Primo Ricercatore del Cnr-Ibbc e coordinatrice dello studio.

Attorno ai risultati scientifici è stato sviluppato un percorso di valorizzazione che comprende un brevetto internazionale, un programma Proof of Concept, il confronto con AIFA per la definizione del percorso regolatorio e le collaborazioni necessarie allo sviluppo clinico.

La scelta di pubblicare su Military Medical Research riflette la rilevanza strategica della ricerca. Le lesioni del midollo spinale rappresentano infatti una delle principali cause di disabilità permanente nei contesti militari, dove sono frequentemente associate a ferite da arma da fuoco ed esplosioni, ma riguardano soprattutto la popolazione civile, colpita da incidenti stradali, infortuni sul lavoro e traumi sportivi.

Lo studio è il risultato di una collaborazione multidisciplinare che ha coinvolto ricercatori senior e giovani neuroscienziati: primo autore è Valentina Mastrorilli (Cnr-Ibbc), affiancata da Veronica Ruggieri (Dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche, Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore, Sapienza Università di Roma), Giada Raperelli (Cnr-Ibbc) e Lucia Amelia Paggi (Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo sperimentale del progetto.

“La tossina botulinica è nota per la sua azione sulla trasmissione neuromuscolare, ma oggi sappiamo che, a dosaggi estremamente bassi e con una somministrazione mirata, può modulare processi biologici complessi come neuroinfiammazione, sopravvivenza cellulare e rimielinizzazione, aprendo prospettive terapeutiche fino a pochi anni fa impensabili”, spiega Siro Luvisetto, esperto della biochimica della tossina botulinica.

Luca Madaro, esperto di fisiopatologia muscolare della Sapienza Università di Roma, aggiunge: “La lesione del midollo spinale coinvolge profondamente anche il muscolo scheletrico. Comprendere il dialogo tra sistema nervoso e muscolo è fondamentale per sviluppare strategie terapeutiche realmente efficaci.”

Lo studio è stato realizzato grazie alla sinergia tra ricerca di base, infrastrutture di ricerca e trasferimento tecnologico. Un ruolo chiave è stato svolto da EMMA-Infrafrontier presso il Cnr-Ibbc, che ha supportato la validazione preclinica.

“Questo risultato dimostra come investire nella ricerca pubblica significhi creare conoscenza, innovazione e nuove opportunità terapeutiche. È il frutto di una rete di competenze e infrastrutture che ha accompagnato una scoperta dal laboratorio alla prospettiva clinica”, commenta la Direttrice del Cnr-Ibbc Anna Moles.

Il programma prosegue con BIONICS, finanziato attraverso il Tech Transfer Award del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Ente (Cbr-Dsb), dedicato allo sviluppo di biomarcatori traslazionali in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma.

“L’obiettivo è completare il percorso verso la sperimentazione clinica, sviluppando biomarcatori per la selezione dei pazienti e costruendo le partnership scientifiche, regolatorie e industriali necessarie a trasformare questa innovazione in una concreta opportunità terapeutica”, conclude Gianluca Sferrazza, responsabile delle attività di trasferimento tecnologico e valorizzazione.

Il percorso è stato accompagnato dal dialogo costante con la comunità delle persone con lesione del midollo spinale, il cui incoraggiamento ha rappresentato uno stimolo fondamentale per proseguire verso la traslazione clinica.

Un ringraziamento particolare va a FONDAZIONE VERTICAL, partner attivo nel percorso verso la sperimentazione clinica, e alle associazioni AITIM, IITM, Disability Pride e Con le Ruote in Spalla, che hanno seguito con fiducia l’evoluzione del progetto.