Calcio, De Laurentiis a Bari: dagli entusiasmi alle indagini per bancarotta
Roma, 7 lug. (askanews) – Doveva essere la storia della rinascita del calcio barese dopo il fallimento del 2018. Otto anni dopo, il rapporto tra la famiglia De Laurentiis e la piazza biancorossa si ritrova invece al punto più basso, tra una retrocessione, la contestazione della tifoseria e l’inchiesta della Procura di Bari che vede indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta nell’ambito della richiesta di liquidazione giudiziale del club.
L’avventura della Filmauro alla guida del Bari inizia il 31 luglio 2018, quando il sindaco Antonio Decaro assegna il titolo sportivo alla società di Aurelio De Laurentiis dopo il fallimento del Bari 1908. Alla presidenza viene nominato il figlio Luigi, mentre l’obiettivo dichiarato è riportare rapidamente il club ai vertici del calcio italiano. La prima stagione si chiude con la vittoria del campionato di Serie D e l’immediato ritorno tra i professionisti.
Negli anni successivi il Bari sfiora più volte la promozione in Serie B, mancando l’obiettivo attraverso i playoff di Serie C. Il salto di categoria arriva nel 2022 e, appena un anno dopo, i biancorossi arrivano a un passo dalla Serie A, sfumata soltanto nei minuti di recupero della finale playoff contro il Cagliari, una delle delusioni sportive più cocenti della storia recente del club.
Proprio da quel momento il rapporto tra proprietà e tifoseria inizia a deteriorarsi rapidamente. Al centro delle polemiche finisce soprattutto la multiproprietà: la famiglia De Laurentiis controlla infatti anche il Napoli e le norme federali impongono la cessione del Bari nel caso di contemporanea permanenza delle due società nelle categorie incompatibili. Una situazione che molti tifosi interpretano come un limite strutturale alle ambizioni del club, alimentando il sospetto che il Bari non possa mai diventare una reale priorità rispetto alla società partenopea.
Le contestazioni crescono stagione dopo stagione. Le scelte tecniche e societarie vengono sempre più criticate e il malcontento esplode definitivamente dopo la retrocessione in Serie C al termine della stagione 2025-2026. In città compaiono striscioni e manifesti contro la proprietà, mentre anche le istituzioni chiedono maggiore chiarezza sul futuro del club e sul piano industriale, alla luce della questione multiproprietà.
L’ultimo capitolo arriva con l’indagine della Procura di Bari. Secondo gli inquirenti, il club avrebbe accumulato perdite per circa 30 milioni di euro tra il 2019 e il 2025, con una situazione patrimoniale e finanziaria ritenuta critica. Tra gli episodi finiti sotto la lente degli investigatori figura anche l’operazione che ha portato al trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate del 2023. Le perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza hanno interessato le sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro.
Quella tra Bari e la famiglia De Laurentiis è così diventata una delle vicende più discusse del calcio italiano degli ultimi anni: iniziata con la ricostruzione di un club ripartito dalla Serie D, è progressivamente scivolata tra polemiche sulla multiproprietà, risultati inferiori alle aspettative, una frattura sempre più profonda con la tifoseria e, oggi, un’inchiesta giudiziaria destinata ad aprire un nuovo capitolo nella storia della società biancorossa.



