ATTUALITA', INDUSTRIA
di Cinzia Timpano  
il 07/07/2026

Sciopero alla Cogne Acciai Speciali: la vicinanza a Luca, l’operaio licenziato

Sindacalisti e rappresentanti dei lavoratori concordano: «l'integrativo non si tocca»; incomunicabilità e rapporti molto tesi con la dirigenza

Sciopero alla Cogne Acciai Speciali: la vicinanza a Luca, l’operaio licenziato.

Circa 200 lavoratori si sono ritrovati davanti alla palazzina di via Paravera.

 

Sotto gli uffici della direzione della Cogne Acciai Speciali gli animi sono accesi.

Arringati da Paolo Benzi del direttivo Fiom, i lavoratori scandiscono a più riprese slogan come «l’integrativo non si tocca» e «più rispetto per gli operai».

Non mancano i «vergogna», «buffone» e qualche insulto irripetibile, ma i circa 200 lavoratori accorsi in via Paravera sono composti e sono in un paio d’occasioni invadono la carreggiata (non è stata chiusa la circolazione da via Carrel, presenti due pattuglie della polizia locale, ndr).

Qui il coro di protesta contro il responsabile delle Risorse umane.

Grande vicinanza e slogan sono riservati a Luca, operaio messo alla porta dopo una carriera quasi trentennale, per un errore commesso durante una procedura.

Qui il coro di sostegno all’operaio licenziato

«Oggi è Luca, domani potrebbe essere chiunque di noi. Noi non siamo nulla senza di loro ma loro senza di noi non vanno da nessuna parte» ha premesso Benzi, prima del coro di solidarietà per il collega.

Licenziamenti che sembrano essere un nervo scoperto nell’ultimo periodo, iniziato con il siluramento del dirigente responsabile dell’acciaieria Flavio Bego e del direttore di stabilimento Alessandro Misul.

Simone è tra i più battaglieri: «non siamo in Cina o in Vietnam, qui siamo in Italia» ha urlato quando Graziola ha annunciato di avviare la trattativa per l’integrativo che entro il 30 settembre deve essere conclusa.

«Siamo qui anche per ciò che l’azienda ha fatto a Luca – ha spiegato Hans Pistolesi, Fiom Cisl.
Siamo passati da ‘porta un amico in Cogne a ho licenziato il tuo amico alla Cogne. Non siamo disposti ad arretrare sull’integrativo, non siamo disposti a perdere i nostri diritti».

Gabriele Noto (Uil Metalmeccanici) si è ironicamente rivolto al capo delle Risorse Umane, «Golino è riuscito a unirci, questo è solo l’inizio della lotta».

Zeno Pucci (Savt Industrie) si è riferito al clima «quasi di terrore in azienda».

Anche secondo Gianluca Pagnetti (Fiom) «non c’è dialogo con il responsabile delle risorse umane, non ti lascia neanche aprire bocca. Non si può cestinare un contratto integrativo che dura da trent’anni».

Anche Maurizio Lo Piccolo (Uilm) ha esortato i lavoratori all’unità, «non possiamo perdere il contratto integrativo, restiamo, uniti, combattiamo e portiamo a casa il risultato».

«Lavoriamo sotto organico, con doppia o tripla mansione, con turni strani e ora vogliono toglierci anche i nostri diritti» ha rilevato Francesco Schiavone (Fim Cisl).

(cinzia timpano)

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