“Pensare in autonomIA”: al Senato la tecnologia al servizio dell’uomo
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 07/07/2026

“Pensare in autonomIA”: al Senato la tecnologia al servizio dell’uomo

Roma, 7 lug. – Mettere in dialogo istituzioni, mondo ecclesiastico, imprese e accademici per interrogarsi su un’evoluzione antropocentrica e responsabile dell’IA, alla luce della recente enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV. È quanto avvenuto questa mattina al Senato della Repubblica in occasione di “Pensare in autonomIA”, secondo appuntamento del ciclo di incontri sull’IA, promosso dalla Pilat & Partners su iniziativa della senatrice Domenica Spinelli, Segretario della 1ª Commissione permanente (AGari Costituzionali).
Ad aprire i lavori è stata la senatrice Domenica Spinelli, che ha evidenziato come la recente enciclica Magnifica Humanitas rappresenti un importante contributo al dibattito istituzionale sull’intelligenza artificiale. Ha quindi ribadito la necessità di un approccio fondato sul dialogo e sul rispetto della persona, sottolineando che l’IA non deve essere aGrontata come una emergenza. A seguire, con un videomessaggio inviato per l’occasione, è intervenuto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, che ha ricordato il ruolo dell’Italia nel quadro europeo sulla regolazione dell’intelligenza artificiale: «Siamo stati il primo Paese europeo a dotarci di una normativa aderente al quadro normativo europeo, costruendo un modello che coniuga sviluppo tecnologico, competitività e tutela dei principi fondamentali».

Nel corso della conferenza, Matteo Matzuzzi, caporedattore de Il Foglio, ha inquadrato la sfida posta dalla Magnifica Humanitas, letta come un invito ad utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento per il bene comune, senza essere schiacciati dal paradigma tecnocratico. Una lettura condivisa da Stefano da Empoli, Presidente di I-Com, che ha evidenziato il valore dell’enciclica come contributo capace di unire riflessione spirituale e dibattito pubblico sul futuro tecnologico. Sul rapporto tra innovazione e società, Stefania Manetti, ricercatrice in Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università San RaGaele, ha definito quella attuale una fase di “adolescenza della tecnologia”, che richiede una nuova maturità delle istituzioni e della società. Guardando invece alla dimensione industriale, Graziano Boni, Direttore Generale di ISED S.p.A., ha sottolineato come l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni rappresenti una responsabilità profondamente umana. Anna Calabrese, Responsabile Redazionale di Geopolitica.info e Responsabile Relazioni Esterne e Istituzionali presso il Centro Studi Americani, ha infine aGrontato il tema dell’impiego dell’IA nell’ambito della difesa e della sicurezza militare, insistendo sulla necessità di mantenere la responsabilità umana nelle decisioni strategiche.

A moderare l’incontro è stato Giuseppe Di Leo, giornalista di Radio Radicale e vaticanista. Le conclusioni sono state aGidate a Mons. Vincenzo Paglia, che ha definito provocatoriamente l’intelligenza artificiale «cretina», sostenendo che «intelligenza» e «artificiale» siano termini incompatibili, perché l’algoritmo dipende sempre dall’uomo che lo progetta. Da qui il richiamo alla Magnifica Humanitas, che invita ad andare oltre regole ed etica per costruire una visione dell’umano capace di orientare lo sviluppo tecnologico.
La pluralità degli interventi ha confermato la possibilità di un dialogo concreto tra Chiesa, istituzioni e imprese, uniti nell’indicare nella persona e nel “fare umano” il criterio decisivo per orientare l’evoluzione dell’IA.